Esercito, concluso il 10º corso per addetti alla comunicazione

26 militari formati su dinamiche comunicative e gestione dei media presso lo Stato Maggiore
Si è concluso presso lo Stato Maggiore dell’Esercito il 10º Corso per addetti alla Pubblica Informazione e Comunicazione (PIC), a cui hanno partecipato 26 militari tra Ufficiali, Sottufficiali e Graduati provenienti dalle diverse realtà dell’Esercito Italiano. L’obiettivo del corso è stato acquisire le conoscenze delle dinamiche comunicative per collaborare in sinergia con i principali organi d’informazione.
Il corso, della durata di tre settimane e organizzato dall’Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione dell’Esercito, ha previsto sessioni teorico-pratiche incentrate sul perfezionamento delle capacità di redazione di comunicati stampa, conduzione e gestione di interviste televisive e radiofoniche, e realizzazione di contenuti social. Particolare attenzione è stata dedicata alle possibilità offerte dall’intelligenza artificiale, grazie al contributo di esperti del settore.
I frequentatori hanno avuto l’opportunità di rapportarsi con alcuni tra i principali organi di informazione del panorama nazionale, tra cui Rai, Mediaset, Ansa e l’emittente radiofonica RTL 102.5. Nel corso della Lectio Magistralis tenuta dal Direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana, trasmessa in streaming sui canali web dell’Esercito, sono emersi spunti di riflessione sull’evoluzione del mondo dei media e sull’importanza della qualità dell’informazione per le testate giornalistiche italiane.
I nuovi addetti alla Pubblica Informazione saranno ora chiamati a mettere in pratica quanto appreso nelle principali operazioni internazionali e nazionali, consolidando sul campo le competenze acquisite per operare nel settore dell’informazione con piena consapevolezza del proprio ruolo.
La comunicazione istituzionale riveste un ruolo fondamentale per la Forza Armata. L’alta valenza formativa espressa dal corso testimonia l’importanza che l’Esercito Italiano attribuisce all’informazione dell’opinione pubblica attraverso personale specializzato, inserito nelle unità sino ai minimi livelli.

















