Dogane europee, dall’Ue quasi 3 milioni al progetto ELDA per l’analisi dei rischi

Guidato dall’Università di Parma, il progetto riunisce atenei, istituzioni e imprese per la riforma doganale europea
Roma, 21 ottobre 2026 – Quasi 3 milioni di euro dall’Unione europea per ELDA, acronimo di «Effective and Law-Compliant Data-Driven Solutions for Addressing Customs Risks», progetto di ricerca coordinato dall’Università di Parma. Il finanziamento complessivo è di 2.995.217,36 euro. Il principal investigator è Marco Riani, ordinario di Statistica al Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali.
Il progetto riunisce università, istituzioni pubbliche e imprese specializzate per accompagnare la riforma doganale europea, rafforzare l’analisi del rischio, prevenire le frodi e sostenere la cooperazione tra autorità. ELDA punta a sviluppare basi scientifiche, metodologiche e tecnologiche per far passare l’Unione europea da un assetto ancora frammentato a un modello più integrato, efficiente e resiliente.
La presentazione si è svolta oggi nella sede della Rappresentanza del Parlamento europeo. L’incontro è stato aperto dai saluti della Rappresentanza della Commissione europea in Italia, del rettore dell’Università di Parma Paolo Martelli, del rettore dell’Università di Bologna Giovanni Molari, del Capo di Stato Maggiore del Comando Generale della Guardia di Finanza Giuseppe Arbore e del direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli Roberto Alesse. A seguire, le relazioni tecniche.
Guidato dall’Università di Parma, il consorzio comprende atenei come l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, le università di Münster, Anversa, Valladolid e Turku. Tra i partner istituzionali figurano la Guardia di Finanza, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e l’Autorità doganale austriaca (Bundesministerium für Finanzen). Completano il partenariato le aziende Materna Information e Communications ed ENCO.
Il coordinamento degli aspetti giuridici legati alla riforma doganale europea sarà seguito principalmente da Giangiacomo D’Angelo, vice principal investigator del progetto e docente dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, in collaborazione con l’Università di Münster. Sul versante tecnico-statistico il progetto potrà contare sul contributo delle università di Valladolid, Anversa e Turku, oltre che dell’Università La Sapienza di Roma.
La Guardia di Finanza, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e il Bundesministerium für Finanzen contribuiranno allo sviluppo di strumenti innovativi per migliorare l’individuazione, la valutazione e la gestione dei rischi doganali, sulla base dell’esperienza maturata nel contrasto alle frodi nel settore. Oltre ai partner del consorzio, altre tre Autorità doganali saranno coinvolte nella sperimentazione e nella validazione delle soluzioni sviluppate.
Il progetto si inserisce nel pacchetto di riforma promosso dalla Commissione europea e nella prevista istituzione di una Autorità Doganale Europea e di un EU Customs Data Hub per la raccolta e l’analisi dei dati. Il consorzio intende inoltre avvalersi dell’esperienza pluridecennale del Joint Research Centre della Commissione europea nell’analisi del commercio internazionale.
Arbore ha spiegato che la Guardia di Finanza fornirà supporto tecnico-statistico agli atenei partecipanti nella creazione dell’algoritmo volto a migliorare l’individuazione, la valutazione e la gestione dei rischi doganali. «L’obiettivo è quello di valorizzare il patrimonio informativo che sarà reso disponibile per effetto della Riforma doganale in atto per selezionare in modo sempre più mirato le spedizioni da sottoporre a controllo, così da agevolare la velocità dei traffici, salvaguardando la competitività del sistema Paese e, al contempo, incrementare la capacità di intercettare le condotte illecite».
Alesse ha illustrato il ruolo operativo dell’Agenzia, che riguarderà la sperimentazione e la validazione delle soluzioni tecnologiche sviluppate. «L’Agenzia affronta questa sfida forte delle sue competenze e degli investimenti fatti nel campo della digitalizzazione».
Martelli ha sottolineato il carattere europeo del progetto: «È un progetto che guarda all’Europa: mi sento di sottolinearlo in modo particolare, tanto più in una situazione geopolitica difficile com’è quella che stiamo attraversando». Molari ha affermato che la partecipazione a ELDA «testimonia la vitalità della tradizione degli studi giuridici dell’Alma Mater, oggi stabilmente proiettata nella dimensione europea della ricerca e della costruzione delle istituzioni».






