Polizia Penitenziaria

Bollate, detenuto aggredisce due agenti nel carcere

Il sindacato Sappe denuncia una sequenza di violenze nel VII reparto e chiede interventi strutturali sulla gestione dei detenuti con problematiche psichiatriche

Bollate, 21 settembre 2026 – Due poliziotti penitenziari sono stati aggrediti questa mattina intorno alle 9 nel carcere di Bollate, nel VII reparto. L’aggressione è stata perpetrata da un detenuto con problematiche psichiatriche. I due agenti sono stati accompagnati al pronto soccorso dell’ospedale Sacco per accertamenti e cure.

L’episodio si inserisce in una situazione di particolare criticità nel reparto. Pochi mesi fa era stato aggredito un ispettore della Polizia Penitenziaria, e già nel marzo scorso un altro appartenente al Corpo era rimasto vittima di un’aggressione. Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe) denuncia che non si tratta più di episodi isolati, ma di una sequenza di violenze che si ripete nel tempo.

«Non siamo più di fronte a episodi isolati – dichiara Matteo Savino, vicesegretario regionale del Sappe per la Lombardia – ma a una sequenza di violenze che si ripete nel tempo e che dimostra quanto sia diventata difficile la gestione del VII reparto di Bollate. La Polizia Penitenziaria è veramente stanca di subire quotidianamente aggressioni». Savino chiede interventi urgenti e strutturali che restituiscano legalità e sicurezza al circuito penitenziario, sottolineando che non si può pensare di rendere più permeabile il sistema penitenziario senza garantire la sicurezza degli istituti e l’incolumità di chi vi lavora.

Per Donato Capece, segretario generale del Sappe, «l’aggressione di Bollate è l’ennesima, gravissima conferma di una situazione che non può più essere sottovalutata». Capece evidenzia che gli agenti della Polizia Penitenziaria si trovano quotidianamente a gestire detenuti con problematiche psichiatriche senza strutture, personale specialistico e protocolli operativi adeguati. Il sindacato chiede una profonda revisione della gestione di questa popolazione detentiva, verificando se le strutture oggi disponibili, incluse le Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (Rems), siano sufficienti e realmente in grado di rispondere alle esigenze di cura e sicurezza.

Il Sappe annuncia che nei prossimi giorni valuterà l’eventuale proclamazione dello stato di agitazione del personale. Alfonso Greco, segretario nazionale Sappe per la Lombardia, chiede al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria interventi immediati: revisione del regime custodiale aperto, rafforzamento degli organici, strumenti di autotutela per gli agenti, formazione specialistica e protocolli specifici per la gestione dei detenuti con problematiche psichiatriche.

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

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