Polizia Penitenziaria

Convegno sulla salute psicologica della Polizia penitenziaria a Roma

Il Sappe chiede un sistema strutturato e permanente di supporto per il personale degli istituti

Roma, 13 maggio 2026 – Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha organizzato presso la Scuola Superiore dell’Esecuzione Penale «Piersanti Mattarella» un convegno nazionale dedicato al benessere psicologico della Polizia penitenziaria. L’evento, intitolato «Proteggere chi protegge», ha affrontato temi come lo stress professionale, il trauma da esposizione alla violenza, il burnout e il rischio suicidario tra gli operatori del Corpo.

Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), ha partecipato ai lavori sottolineando l’importanza del cambio culturale in atto. «Per troppo tempo il disagio psicologico degli appartenenti al Corpo è rimasto confinato nella dimensione privata degli operatori, quasi fosse un tema da nascondere», ha dichiarato Capece, evidenziando come oggi queste questioni vengono affrontate apertamente.

Durante il convegno è emersa con forza la necessità di costruire un sistema strutturato, stabile e permanente di supporto psicologico per il personale degli istituti penitenziari italiani. Capece ha sottolineato come questa esigenza sia ancora più urgente in un contesto aggravato dal sovraffollamento carcerario, dalla carenza di organico e dalla crescente complessità gestionale delle strutture detentive.

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha affermato che «la fragilità non deve essere considerata una debolezza» nel difficile lavoro della Polizia penitenziaria. Capece ha definito queste parole importanti perché riconoscono il peso umano e psicologico del lavoro quotidiano e trasmettono il messaggio che chiedere aiuto non costituisce motivo di vergogna né elemento penalizzante sul piano professionale.

Il dirigente generale della Polizia penitenziaria Augusto Zaccariello ha illustrato il percorso avviato dal 2022 per la costruzione di un sistema organico di supporto psicologico, fondato su prevenzione, gestione dell’emergenza, intervento post-critico e monitoraggio continuo. Ha inoltre delineato la prospettiva futura con la realizzazione dei protocolli di psicologia dell’emergenza destinati al Corpo.

Per il Sappe, è fondamentale che il supporto psicologico diventi una funzione strutturale e permanente dell’Amministrazione penitenziaria, non limitandosi a iniziative sperimentali. Capece ha concluso affermando che proteggere chi protegge deve essere una precisa responsabilità dello Stato, poiché dietro ogni uniforme vi sono donne e uomini che operano in condizioni difficilissime affrontando tensioni, aggressioni e enormi responsabilità.

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