Bancarotta fraudolenta a Belluno, distrazioni per 4 milioni di euro

La Guardia di Finanza ha concluso indagini su tre aziende del settore alberghiero e ristorazione. Denunciate tre persone e una società
Belluno, 24 settembre 2026
La Guardia di Finanza di Belluno ha concluso indagini su tre aziende fallite del settore alberghiero e ristorazione, accertando distrazioni di beni e risorse aziendali per circa 4 milioni di euro. Le tre società sono state dichiarate fallite dal Tribunale di Belluno nel 2024. Sono state denunciate tre persone fisiche, a vario titolo, per bancarotta fraudolenta — patrimoniale e documentale — e autoriciclaggio, oltre a una persona giuridica per le connesse responsabilità amministrative dell’ente.
L’indagine, condotta dalla Tenenza di Auronzo di Cadore con il coordinamento della Procura della Repubblica di Belluno, ha ricostruito complesse vicende gestionali e societarie analizzando oltre 50 rapporti bancari tra mutui, conti correnti e linee di credito. I finanzieri hanno rilevato che gli amministratori delle fallite avevano dilapidato i patrimoni aziendali, distraendone gli asset immobiliari e finanziari mediante false rappresentazioni contabili, evasione fiscale e operazioni straordinarie fraudolente.
Tra i comportamenti accertati figurano il trasferimento di ingenti somme di denaro verso altro soggetto economico amministrato dalla stessa persona, al fine di evitarne il fallimento; versamenti di denaro contante sui conti correnti personali del titolare di una delle fallite, riconducibili a «ricavi in nero» della gestione aziendale; un contratto d’affitto di ramo d’azienda realizzato allo scopo di non soddisfare le pregresse pretese creditorie.
Il mancato assolvimento dei debiti erariali, unitamente allo svuotamento delle casse aziendali e alla drastica riduzione del patrimonio immobiliare, ha determinato irreversibili crisi economico-finanziarie, culminate nelle dichiarazioni di liquidazione giudiziale. Le indagini hanno inoltre definito ruoli e responsabilità dei soggetti coinvolti nella distruzione dolosa della documentazione amministrativo-contabile, occorsa nell’arco di oltre venti anni.
La Guardia di Finanza ha segnalato alla Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Belluno proventi illeciti da sottoporre a tassazione per 180 mila euro.






