Guardia di Finanza

Banca clandestina cinese sequestrata nel Padovano: 21 indagati e 40 milioni di euro bloccati

La Guardia di Finanza smantella un’organizzazione che riciclava proventi da evasione fiscale, usura e gioco d’azzardo illegale

Padova, 27 aprile 2026 – La Guardia di Finanza dei Comandi Provinciali di Venezia e Padova ha dato esecuzione a un’ordinanza di misure cautelari personali e reali disposta dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Padova nei confronti di un’associazione a delinquere di matrice cinese accusata di gestire una banca clandestina a Padova. L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Padova, ha coinvolto oltre 200 militari e ha portato al sequestro preventivo di beni per un ammontare superiore ai 40 milioni di euro.

Sono complessivamente 21 gli indagati. Sette di loro sono stati sottoposti a custodia cautelare in carcere con divieto di incontro, cinque agli arresti domiciliari e altri cinque all’obbligo di dimora nei comuni di residenza. Le Fiamme Gialle stanno procedendo al sequestro di denaro contante, disponibilità finanziarie, criptovalute, immobili, auto di lusso, orologi e gioielli. Sono in corso 35 perquisizioni domiciliari e aziendali a Padova, Venezia, Treviso, Brescia, Milano e Prato, comprese alcune sedi all’interno del Centro Ingrosso Cina di Padova.

L’indagine ha accertato l’esistenza di una vera e propria banca occulta, videosorvegliata e dotata di casseforti e macchine conta soldi, dove confluiva quotidianamente denaro contante proveniente da attività illecite. La struttura era gestita da tre soci e operava almeno dall’aprile 2025. Tre cassieri annotavano in libri giornale tutte le operazioni di entrata e uscita. La banca erogava prestiti a tassi usurari, anche del 120% annui, e operava conversioni in criptovalute e pagamenti in nero.

L’organizzazione è riconducibile al fenomeno dell’«Underground Banking», sistemi bancari informali e paralleli che operano su scala transnazionale. Collegati alla banca erano tre centri di raccolta del denaro contante: uno nell’abitazione di un socio a Padova, uno a Saonara nell’hinterland padovano e uno all’interno del Centro Ingrosso Cina. Adiacente alla banca è stata scoperta anche una bisca clandestina con tavoli automatici dove veniva esercitata illegalmente l’attività di gioco d’azzardo.

Le indagini hanno ricostruito una struttura organizzativa caratterizzata da elevata flessibilità, con continua costituzione e cessazione di società. Il gruppo si avvaleva di società «cartiere» che emettevano fatture per operazioni inesistenti per decine di milioni di euro. Acquisiva passaporti, carte d’identità e patenti di cittadini cinesi per aprire società e conti correnti, utilizzando soggetti terzi somiglianti agli intestatari per eludere i controlli.

Gli indagati sono accusati di associazione a delinquere, riciclaggio, autoriciclaggio, impiego di denaro di provenienza illecita, usura, abusiva attività di raccolta del risparmio, ricettazione, abusiva attività bancaria, abusiva attività di prestazione di servizi di pagamento, abusiva attività finanziaria, trasferimento fraudolento di valori, emissione di fatture per operazioni inesistenti e omessa dichiarazione, con l’aggravante del carattere transnazionale. In pochi mesi il sodalizio ha trasferito diversi milioni di euro verso la Cina, talvolta attraverso triangolazioni europee in Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Lituania e Lussemburgo.

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