Palmi, sospesa nel vuoto per quindici minuti: un carabiniere la convince a desistere

Al belvedere di Sant’Elia il Maresciallo si siede accanto a una donna sull’orlo di un dirupo di circa 500 metri
Palmi, 5 novembre 2026 – Quindici minuti sospesi tra la vita e la morte. Da una parte un dirupo profondo circa 500 metri, dall’altra un carabiniere che ha scelto di avvicinarsi a una donna in preda alla disperazione, mettendo a rischio la propria incolumità pur di salvarle la vita. È quanto accaduto al belvedere di Sant’Elia, nel territorio di Palmi, dove una donna di 37 anni era seduta oltre la ringhiera di protezione, con l’intenzione di lanciarsi nel vuoto.
La segnalazione è arrivata ai Carabinieri della Compagnia di Palmi, che si sono immediatamente precipitati sul posto insieme al personale sanitario del 118 e ai Vigili del Fuoco. La situazione è apparsa subito estremamente delicata: ogni movimento sbagliato avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche.
Il Comandante della Stazione dei Carabinieri ha scavalcato la ringhiera e si è seduto accanto alla donna, a pochissimi centimetri dal precipizio. Nessuna fretta, nessun gesto brusco: l’obiettivo era raggiungerla, prima ancora che fisicamente, soprattutto con le parole.
Per circa quindici minuti il Maresciallo è rimasto al suo fianco, cercando di abbattere il muro della diffidenza e di conquistarne la fiducia. Un dialogo difficile, fatto di ascolto e comprensione. In questa fase si è rivelata preziosa anche la presenza, poco distante, di una psicologa che già conosceva la giovane donna. Dietro il gesto estremo, secondo il comunicato, vi sarebbero alcune delusioni e difficoltà legate alla sua vita personale.
Poi è arrivato uno sguardo, un’intesa silenziosa, sufficiente al Maresciallo per capire che la donna stava maturando la decisione di desistere. Un altro carabiniere, senza perdere un istante, l’ha afferrata, contribuendo a trarla definitivamente in salvo. La donna è stata quindi affidata alle cure del personale sanitario intervenuto sul posto.
Nella nota dell’Arma si sottolinea che, nei momenti critici, non contano soltanto la tempestività dell’intervento e la preparazione professionale, ma anche la capacità di fermarsi, ascoltare e trovare le parole giuste quando una persona sembra aver perso ogni speranza.
A fare la differenza, si legge nel comunicato, è stato un uomo prima ancora che un carabiniere, che ha scelto di sedersi accanto a una donna sull’orlo del precipizio, non lasciandola sola proprio quando ne aveva più bisogno.






