Guardia di Finanza

53 kg di hashish contaminati da cinque cannabinoidi sintetici e semisintetici

Analisi della Polizia Scientifica su un sequestro della Guardia di Finanza del giugno scorso: rischio di consumo inconsapevole

Novara, 5 novembre 2026. Cinquantatré chilogrammi di hashish contenevano cinque differenti cannabinoidi, quattro completamente sintetici e uno semisintetico. È quanto emerge dalle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Novara, guidata dalla procuratrice capo facente funzioni Silvia Baglivo, svolte in sinergia con la Polizia di Stato.

Lo scorso giugno il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Novara aveva arrestato un indagato e sequestrato 53 chilogrammi di sostanza di tipo hashish, insieme ad altre sostanze di tipo cocaina e marijuana. Le successive analisi, condotte attraverso il Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica per il Piemonte e la Valle d’Aosta, con il supporto della Sezione Indagini sulle Droghe del Servizio Polizia Scientifica, hanno permesso di individuare la presenza dei cinque cannabinoidi all’interno della sostanza.

Grazie a un’attività chimico-forense particolarmente complessa, sono state identificate quattro sostanze appartenenti alla classe degli «analoghi di struttura derivanti da indazol-3-carbossamide» e un cannabinoide semisintetico, indicato come H4-CBD, derivato del cannabidiolo (CBD). Tutte rientrano nella Tabella I del Testo Unico sugli Stupefacenti. Sono tuttora in corso ulteriori approfondimenti analitici, finalizzati alla predisposizione delle previste segnalazioni di allerta a livello nazionale e internazionale.

Particolare attenzione ha destato l’aspetto dei prodotti sequestrati. Parte del materiale si presentava in panetti di colore marrone, esteriormente indistinguibili dall’hashish tradizionale, mentre altri campioni avevano consistenza gommosa o cristallina. Secondo il comunicato, «tale circostanza non consente al consumatore di riconoscere la presenza di sostanze sintetiche, con il concreto rischio di un’assunzione inconsapevole».

Nel corso degli accertamenti sono stati rinvenuti anche altri prodotti contenenti sostanze psicoattive, tra cui sigarette elettroniche con concentrazioni di THC prossime al 90% e caramelle contenenti THC, a conferma della crescente diversificazione delle modalità di commercializzazione degli stupefacenti.

I cannabinoidi sintetici sono sostanze prodotte artificialmente, in grado di agire sugli stessi recettori ai quali si lega il THC, ma possono presentare effetti sensibilmente più intensi e meno prevedibili rispetto alla cannabis tradizionale, con gravi conseguenze per la salute. Particolarmente insidiosa, secondo quanto riportato nel comunicato, è la loro presenza in prodotti dall’aspetto del tutto simile alla cannabis e ai suoi derivati: una circostanza che può indurre un consumo inconsapevole e rendere più difficile individuare le cause di eventuali effetti avversi.

Il risultato è frutto della collaborazione tra la Guardia di Finanza, impegnata nelle attività investigative, e la Polizia Scientifica, che ha curato gli accertamenti chimico-forensi sotto il coordinamento dell’Autorità Giudiziaria. I risultati saranno condivisi, per le previste attività di allerta, con la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (DCSA) e con il Sistema Nazionale di Allerta Rapida per le Droghe (NEWS-D).

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

Redazione di GrNet.it, network di informazione su sicurezza e difesa attivo dal 2007. Segue quotidianamente le notizie e gli approfondimenti su Forze di Polizia, Forze Armate, scenari internazionali, normativa e concorsi del comparto sicurezza.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio