Frode da 5 milioni di euro nella somministrazione di manodopera a Roma

Riscossi oltre 1 milione di euro per l’Erario e regolarizzati 144 lavoratori
Roma, 4 novembre 2026. I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno individuato un sistema di somministrazione illecita di manodopera nel settore delle analisi chimiche, basato su società prive di effettiva operatività economica. L’attività ha consentito di recuperare immediatamente ingenti risorse finanziarie evase.
La verifica fiscale, condotta dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Pomezia, ha accertato l’impiego di 144 lavoratori in condizione di irregolarità. Secondo gli approfondimenti ispettivi, la società capofila si avvaleva di quattro società «serbatoio», formalmente intestatarie dei rapporti di lavoro ma prive di una autonoma struttura organizzativa o di mezzi d’impresa.
I dipendenti risultavano formalmente in organico a tali soggetti giuridici, mentre la direzione, la gestione e l’erogazione delle prestazioni lavorative facevano capo direttamente all’impresa utilizzatrice principale oggetto dell’ispezione. I rapporti interni erano regolati da contratti di appalto di servizi privi dei requisiti sostanziali di liceità, la cui unica finalità era la creazione di un sistema di fatturazione per operazioni inesistenti, finalizzato alla riduzione del carico fiscale e contributivo aziendale.
Le fatture fittizie accertate ammontano a circa 5 milioni di euro, con un’evasione dell’Iva quantificata in oltre 1 milione di euro. Al termine dell’attività ispettiva, l’amministratore della società ha aderito integralmente ai rilievi contenuti nei verbali di constatazione, versando oltre 1 milione di euro nelle casse dell’Erario, somma corrispondente all’illecito risparmio d’imposta ottenuto nel corso degli anni.
Le posizioni dei lavoratori irregolari ancora in forza all’impresa sono state integralmente sanate, con l’assunzione diretta mediante contratti conformi e il pagamento delle sanzioni pecuniarie previste.
A conclusione delle indagini, sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Velletri cinque persone fisiche e quattro entità societarie, ritenute, a vario titolo, responsabili dei reati di emissione e annotazione di fatture per operazioni inesistenti e di somministrazione fraudolenta di manodopera. Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari.
Il comunicato sottolinea che le normative nazionali ed europee in materia di appalti e somministrazione vietano lo schema delle società «serbatoio», proprio per impedire lo scorporo fittizio della manodopera, utilizzato per azzerare gli obblighi contributivi e assistenziali. Secondo il Corpo, l’uso di fatture per operazioni inesistenti sottrae risorse tributarie allo Stato e penalizza le imprese oneste, generando concorrenza sleale.
L’attività si inquadra nelle funzioni di polizia economico-finanziaria assicurate dalla Guardia di Finanza, a presidio del contrasto alle frodi fiscali, alla tutela dei diritti dei lavoratori e delle risorse della collettività.






