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Operation Rummy: la scorta britannica ai Rafale e il deterrente europeo

Che cosa cambia quando caccia britannici scortano una missione nucleare francese simulata? Per Darya Dolzikova, senior research fellow del Royal United Services Institute (RUSI), cambia il peso politico e operativo dell’intesa tra Londra e Parigi: l’Operation Rummy, condotta il 20 e 21 ottobre, porta la cooperazione oltre la dichiarazione di intenti.

La Royal Air Force e le Forces aériennes stratégiques (FAS) francesi hanno svolto la prima esercitazione nucleare aerea congiunta tra i due paesi. Eurofighter Typhoon britannici hanno accompagnato i Rafale francesi dalla base di Saint-Dizier, nel nord-est della Francia, fino al Mediterraneo, nell’ambito di un attacco simulato a lungo raggio. L’attività dà attuazione pratica alla Dichiarazione di Northwood del 2025 e segue la presenza di osservatori britannici all’esercitazione francese Operation Poker nel dicembre 2025.

In uno scenario reale, scortare un attacco nucleare francese renderebbe il Regno Unito un fattore abilitante dell’operazione e dunque un possibile bersaglio di rappresaglia. Simulando questo contributo, Londra mostra capacità e una potenziale disponibilità ad assumersene i rischi. I Typhoon, adatti alle missioni di Defensive Counter Air, potrebbero svolgere quello che i francesi chiamano épaulement, cioè il supporto convenzionale. Resta aperto quanto Parigi, che considera intangibile l’indipendenza del proprio deterrente, intenda affidarsi a supporti stranieri. Tra gli sviluppi teorici l’autrice cita esercitazioni più complesse e, in prospettiva remota, una pianificazione e una selezione dei bersagli congiunte.

Per la RAF il vantaggio è anche addestrativo. Il reparto si prepara a rientrare nel ruolo nucleare della missione NATO con velivoli a duplice capacità (dual-capable aircraft, DCA), impiegando bombe americane B61 sotto il comando del Comandante supremo alleato in Europa (SACEUR). I compiti restano diversi da quelli delle FAS, che portano armi sovrane francesi, ma c’è spazio per scambi su gestione della forza, requisiti convenzionali e nucleari, formazione del personale e cultura del servizio nucleare. L’esperienza varrebbe ancora di più se Londra valutasse una capacità sovrana lanciata dall’aria, per ora solo un tema accademico.

Sul piano europeo, la «dissuasione avanzata» annunciata dal presidente Macron a marzo mira a rendere concreta la dimensione europea degli interessi vitali francesi. Finora i contatti con i partner si sono svolti quasi solo in sede bilaterale. Fa eccezione un’esercitazione delle FAS con la Luftwaffe sulla Germania a luglio, mentre per la partecipazione tedesca a Poker non risultano notizie pubbliche sull’edizione di settembre. L’indipendenza del deterrente, l’assenza della Francia dal Nuclear Planning Group (NPG) della NATO e il timore di apparire concorrenti della deterrenza estesa americana limitano l’iniziativa e rischiano di frustrare i partner.

Anche il Regno Unito ha i suoi vincoli. I missili Trident D5 provengono da una riserva comune con gli Stati Uniti, e c’è chi teme per la credibilità del deterrente britannico se i rapporti con Washington o con la NATO peggiorassero. Le forze nucleari britanniche sono inoltre assegnate alla difesa dell’Alleanza, e intese bilaterali esterne potrebbero confondere segnali e pianificazione. I sottomarini lanciamissili balistici a propulsione nucleare (SSBN), poi, fondano l’efficacia sull’occultamento e si prestano meno alla segnalazione visibile rispetto ai velivoli.

Gli esercizi aerei con la Francia offrono quindi a Londra uno strumento di segnalazione più semplice e mostrano che può cooperare con alleati NATO anche indipendentemente dagli Stati Uniti. Poiché è improbabile che Parigi entri presto nell’NPG o partecipi a Steadfast Noon, l’esercitazione nucleare NATO, il Regno Unito può fungere da raccordo tra la pianificazione francese e quella dell’Alleanza.

Tra i passi successivi il RUSI indica il coinvolgimento della RAF in Poker e più partner in volo con le FAS, prima in missioni convenzionali e poi nucleari. Propone anche un formato trilaterale, per esempio con Germania e Regno Unito insieme in una futura edizione di Poker, più coerente e meno oneroso di una serie di impegni bilaterali. Allineare i tempi di Steadfast Noon a uno di questi esercizi rafforzerebbe il coordinamento, lasciando distinti i centri decisionali.

Il commento di GrNet.it

Nell’esercitazione del 20–21 ottobre i Typhoon britannici hanno scortato i Rafale da Saint-Dizier al Mediterraneo, e la scorta, più dell’arma, è la parte che interessa chi ragiona di interoperabilità. Difendere un vettore strategico richiede procedure, comunicazioni e fiducia reciproca che non si improvvisano, e un’aeronautica con Typhoon in linea e un ruolo nella missione DCA della NATO, come quella italiana, ha motivo di seguire come Londra e Parigi risolveranno la convivenza tra canale nazionale e canale alleato. Resta aperto se la formula trilaterale proposta dall’autrice lasci spazio a partner che non siedono tra i detentori né compaiono oggi tra i nomi citati. Su questo l’articolo tace, e il margine per l’Italia andrebbe valutato con cautela.


Fonte: RUSI · Pubblicato il 30 ottobre 2026

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