Carcere minorile di Quartucciu, il Sappe contesta la visita di Salis

Il sindacato della polizia penitenziaria replica alle critiche dell’europarlamentare sulla struttura sarda, sottolineando aspetti positivi emersi dai colloqui con i detenuti
Roma, 16 agosto 2026 – Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe) contesta la visita a sorpresa dell’europarlamentare Ilaria Salis all’Istituto penale per minorenni di Quartucciu, in Sardegna. Salis aveva definito la struttura «sperduta e inadeguata», ma secondo il sindacato la rappresentazione fornita non corrisponde alla realtà complessiva della struttura.
«A quanto pare, al carcere minorile di Quartucciu l’unica cosa davvero funzionante sarebbe la denuncia dopo la visita a sorpresa», afferma il Sappe attraverso i suoi esponenti Donato Capece, segretario generale, e Luca Fais, segretario nazionale per la Sardegna. «Peccato che, parlando direttamente con i ragazzi detenuti, emerga un quadro decisamente meno apocalittico di quello raccontato all’esterno».
Secondo il sindacato, durante i colloqui i giovani detenuti avrebbero riferito aspetti positivi della loro permanenza nell’istituto, dichiarando di stare bene e disponendo di ampio spazio esterno. È inoltre presente una sala polivalente climatizzata, particolarmente rilevante nelle ore estive. «I ragazzi hanno parlato positivamente della Polizia Penitenziaria e degli altri operatori che lavorano quotidianamente nell’istituto», aggiungono Capece e Fais.
Il Sappe sottolinea che non è corretto rappresentare la struttura come «completamente abbandonata a sé stessa»: sono disponibili volontari, educatori e cappellano che accompagnano i giovani nei percorsi di uscita, scarcerazione, attività lavorative e semilibertà. Il sindacato critica la visita per aver messo in evidenza «soprattutto ciò che interessava» senza rappresentare «la realtà nel suo complesso».
«Ci chiediamo se, dopo una denuncia pubblica così netta, arriveranno proposte concrete e atti conseguenti», proseguono i due esponenti. «Da un europarlamentare ci aspetteremmo qualcosa di più di una fotografia a senso unico». Il Sappe chiede iniziative concrete nelle sedi istituzionali competenti su collegamenti, servizi, strutture, personale e risorse, altrimenti rischia di essere «l’ennesimo blitz mediatico» senza cambiamenti reali.
Il sindacato conclude rivendicando il lavoro quotidiano della Polizia Penitenziaria: «È grave che nella narrazione pubblica ci si dimentichi di chi garantisce concretamente ordine, sicurezza, trattamento e rieducazione. Se si vuole migliorare il sistema, si parta dal riconoscimento del loro lavoro e si intervenga con urgenza sulle criticità strutturali e organizzative».


