Carabinieri: Luongo cambia il rapporto tra l’Arma e i suoi uomini

Roma, 4 agosto 2026 – A Senigallia, secondo le ricostruzioni della stampa, un uomo in forte stato di agitazione ha percorso contromano la statale Adriatica, ha tentato di speronare un’autoradio e ha poi aggredito i carabinieri intervenuti, ferendone uno. Per fermarlo è stato utilizzato il taser e, poco dopo, l’uomo è morto in ospedale.
Le cause del decesso dovranno essere accertate ed è giusto che la Procura ricostruisca ogni fase dell’intervento e verifichi il rispetto delle procedure.
Tuttavia, la vicenda contiene un risvolto importante per tutti gli appartenenti alle Forze dell’ordine.
Il comandante generale Salvatore Luongo ha telefonato ai militari coinvolti e ha poi inviato una lettera a tutti i carabinieri. Ha espresso il cordoglio per la morte dell’uomo, senza anticipare valutazioni tecniche, ma ha subito riconosciuto la professionalità, la tenuta morale e la motivazione degli operatori intervenuti.
La parte più significativa della lettera è alla fine, dove Luongo ha scritto a mano: «Grazie per esserci sempre!!».
Detta da chiunque potrebbe sembrare una frase banale. Pronunciata dal comandante generale dell’Arma ha un peso completamente diverso per chi conosce le Forze di polizia e soprattutto l’Arma.
Il comandante generale è il vertice di un’istituzione militare bicentenaria, notoriamente legata alla forma, alla gerarchia, ai protocolli e a un linguaggio tradizionalmente misurato. Scrivere a tutti i carabinieri “grazie per esserci sempre!!” significa superare una distanza che per molto tempo è sembrata incolmabile tra il vertice e chi opera ogni giorno sulla strada.
Non è un modo per interferire con gli accertamenti ancora in corso, ma il riconoscimento che dietro ogni uniforme esiste una persona che affronta pericoli fisici, responsabilità enormi e anche il rischio di un procedimento penale per decisioni prese in pochi secondi.
In passato, la paura di molti carabinieri non era soltanto quella di finire sotto indagine per un fatto di servizio, ma quella di essere lasciati soli, almeno fino alla conclusione del procedimento, da colleghi e superiori preoccupati soprattutto di prendere le distanze.
Con Luongo questo schema sembra scomparire. Il comandante generale non sostituisce la magistratura e non anticipa l’esito delle verifiche, ma dice subito ai propri uomini che l’Arma non li abbandona mentre gli accertamenti sono in corso, quando hanno operato con professionalità e nel rispetto dell’addestramento ricevuto.
Per chi conosce le Forze dell’ordine, è un cambiamento enorme perché la sicurezza non dipende soltanto dai mezzi, dagli organici e dagli strumenti, ma soprattutto dalla serenità di chi deve intervenire, sapendo che la propria istituzione valuterà i fatti senza voltargli immediatamente le spalle.
Quel «grazie per esserci sempre!!», scritto a mano in fondo a una comunicazione ufficiale, vale quindi molto più di una formula di cortesia e segna di un nuovo modo di comandare: vicino agli uomini.




