Guardia di Finanza

Sequestrato a Torre Annunziata uno yacht di lusso: ipotesi di contrabbando da 572.000 euro

Bandiera Cayman, sarebbe rimasto nel territorio doganale Ue oltre i 18 mesi consentiti

Torre Annunziata, 22 ottobre 2026. Militari della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Napoli e funzionari dell’Ufficio Antifrode Regionale della Direzione Territoriale Campania dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) hanno sequestrato uno yacht di lusso battente bandiera estera, del valore stimato di circa 2.600.000 euro, ormeggiato nel porto di Torre Annunziata. Il provvedimento è stato emesso in via d’urgenza dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata.

Il sequestro preventivo riguarda il reato di contrabbando aggravato, previsto dagli articoli 78 e 88 del decreto legislativo 141/2024. L’attività investigativa, condotta congiuntamente dalla Guardia di Finanza e dall’ADM, ha permesso di acquisire «concreti indizi» in ordine all’illecita permanenza dell’unità navale nel territorio doganale dell’Unione europea, in violazione della normativa sull’ammissione temporanea.

Gli accertamenti hanno evidenziato che l’imbarcazione, battente bandiera delle Isole Cayman, sarebbe rimasta nel territorio doganale unionale oltre il termine massimo di 18 mesi previsto dal regime di ammissione temporanea. Il bene non sarebbe stato riesportato né regolarizzato con il pagamento dei diritti di confine.

Secondo l’ipotesi investigativa, la condotta avrebbe determinato l’indebita fruizione del regime agevolativo previsto dalla normativa doganale unionale, con conseguente evasione dei tributi gravanti sull’importazione dell’unità, quantificati in 572.000,00 euro.

Dalle indagini è inoltre emersa la falsità della dichiarazione resa all’Autorità Portuale di Ostia dal legale rappresentante della società armatrice. Nella dichiarazione di arrivo per il naviglio da diporto, il legale rappresentante aveva indicato che l’imbarcazione, il 15 maggio 2023, provenisse da Hammamet (Tunisia). Secondo gli accertamenti, invece, l’unità è rimasta nelle acque del Golfo di Napoli, senza soluzione di continuità, dal giugno 2022 all’ottobre 2026. È stata varata il 20 maggio 2023 e, nel periodo precedente, risultava «a secco» presso il cantiere Marina di Torre Annunziata.

La Procura ha motivato il ricorso alla procedura d’urgenza con la situazione dell’imbarcazione, che fino a pochi giorni prima era mantenuta a terra ed era di recente stata ormeggiata in acqua. Il decreto è finalizzato alla tutela delle ragioni erariali e alla successiva confisca prevista dalla legge.

Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari. Il provvedimento cautelare reale è soggetto a convalida da parte del giudice per le indagini preliminari (Gip) ed è impugnabile davanti al Tribunale del Riesame. Nel comunicato la Procura richiama la collaborazione tra Guardia di Finanza e ADM, sviluppata anche nell’ambito del Protocollo d’intesa vigente tra le due amministrazioni.

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

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