Guardia di Finanza

Guardia di Finanza e Costiera: sequestrati 21 km di reti illegali nell’Arcipelago Toscano

Operazione congiunta nel mese di luglio contro la pesca di frodo. Recuperate 1.700 trappole per polpi e liberate numerose specie marine

Livorno, 8 agosto 2026 – Nel mese di luglio il Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Livorno e il Centro di Controllo Area Pesca della Direzione Marittima – Guardia Costiera di Livorno, con la collaborazione dell’organizzazione Sea Shepherd Italia, hanno condotto un’operazione di due settimane nell’Arcipelago Toscano per contrastare la pesca di frodo e tutelare la biodiversità marina.

Le attività di controllo e vigilanza si sono svolte nelle acque dell’Isola d’Elba, Pianosa, Montecristo e nella zona di mare maremmana tra lo Scoglio d’Africa e Talamone. Le vedette della Guardia di Finanza di Portoferraio e Porto Santo Stefano e quelle della Guardia Costiera hanno individuato e sequestrato numerosi attrezzi da pesca non conformi alla normativa vigente, in particolare per mancata marcatura e uso di trappole per polpi in tempi vietati.

Nel complesso sono stati recuperati 21 chilometri di reti da pesca, 1.700 trappole per polpo e 66 nasse. Durante le operazioni di rimozione sono state liberate numerose specie marine ancora vive: 100 aragoste, 500 ricci, 30 polpi, 5 razze, oltre a rane pescatrici, scorfani e murene. Le sanzioni contestabili ammontano a 56.000 euro complessivi.

L’operazione ha portato al rinvenimento di due tartarughe marine della specie «Caretta caretta» intrappolate in una rete da pesca. Una di esse, ancora viva e in evidente stato di sofferenza, è stata salvata e trasferita presso il Centro di Recupero e Riabilitazione delle Tartarughe Marine dell’Acquario di Livorno per le cure necessarie.

Il Comandante del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Livorno, colonnello Filippo Bianchi, ha sottolineato che le attività rappresentano «il frutto della diuturna azione di polizia del mare assicurata dalle vedette della Guardia di Finanza per il contrasto dei fenomeni di evasione fiscale che derivano dall’immissione illegale nel mercato di prodotti ittici non tracciati». Ha inoltre evidenziato come la collaborazione con la Direzione Marittima e Sea Shepherd Italia abbia permesso di contrastare i «dannosi effetti della pesca di frodo che avrebbe potuto generare proventi illeciti stimati in circa 32.000 euro».

L’Ammiraglio Giovanni Canu, Direttore Marittimo della Toscana, ha dichiarato che «il contrasto alla pesca illegale rappresenta una priorità, perché significa preservare gli ecosistemi marini, proteggere la biodiversità e garantire condizioni di equità agli operatori della pesca che svolgono la propria attività nel rispetto delle regole».

Le attività di vigilanza proseguiranno nei prossimi mesi nelle acque territoriali toscane, con particolare attenzione alla prevenzione e alla repressione delle condotte illecite che arrecano danno al patrimonio naturalistico.

Video del comunicato

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