Vendemmia, scoperti 25 braccianti irregolari: 24 “in nero”

Controlli della Guardia di Finanza nelle aziende agricole della Marca trevigiana: sanzioni fino a oltre 290 mila euro e 4 aziende per la sospensione
Treviso, 15 ottobre 2026. I militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Treviso hanno individuato 25 braccianti impiegati in modo irregolare nelle aziende agricole della Marca trevigiana, 24 dei quali completamente “in nero”. I controlli sono stati eseguiti nell’ambito delle attività di polizia economico-finanziaria di prevenzione e contrasto al lavoro nero, in occasione della vendemmia 2026.
Le verifiche hanno riguardato diverse aziende agricole attive nel territorio provinciale e hanno riscontrato, ancora una volta, l’impiego di manodopera irregolare.
Sono state elevate sanzioni per importi che variano da circa 49 mila a oltre 290 mila euro. Contestualmente sono state emesse diffide a procedere al recupero delle contribuzioni previdenziali e assicurative evase, con la regolarizzazione e la ricostruzione dei rapporti di lavoro a favore dei dipendenti.
Nei confronti di 4 delle aziende ispezionate, stante la gravità delle irregolarità riscontrate, è stato richiesto il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale.
In alcuni casi gli accertamenti non sono ancora conclusi, perché sono emerse situazioni più articolate che richiedono un vaglio più approfondito. I finanzieri stanno esaminando la copiosa documentazione contabile ed extracontabile acquisita durante i controlli, da cui sono stati desunti elementi indicativi di ulteriori infrazioni alla normativa tributaria e giuslavoristica.
Parallelamente ai controlli sul lavoro, sono stati intensificati anche quelli su strada. In un caso è stato intercettato un carico di vino Champagne di dubbia provenienza dalla Repubblica Ceca, diretto a Conegliano (TV), non scortato da idonea documentazione di trasporto. Al responsabile è stata contestata la violazione amministrativa prevista dal codice doganale, con sanzioni che vanno da un minimo di 500 euro a un massimo di 3.000 euro.
La Guardia di Finanza è da sempre impegnata a vigilare sulle gravi violazioni delle normative sul lavoro che, oltre a sottrarre importanti risorse all’Erario, minano i diritti dei lavoratori e danneggiano gli imprenditori onesti, esposti a una concorrenza sleale.
Lo sfruttamento della manodopera incide pesantemente sui diritti dei lavoratori, ai quali spesso sono negate le più basilari condizioni di sicurezza.








