Usura e estorsione a Roma, arrestati due imprenditori calabresi

La Guardia di Finanza smantella un’operazione di prestiti con tassi oltre il 300%. Sequestrati 300mila euro e armi automatiche
Roma, 27 aprile 2026 – La Guardia di Finanza ha eseguito un’ordinanza di custodia in carcere nei confronti di due imprenditori originari della Calabria, gravemente indiziati di usura ed estorsione aggravate dal metodo mafioso. L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma – Direzione Distrettuale Antimafia, ha smantellato una struttura criminale di matrice ‘ndranghetistica attiva nella Capitale.
Le indagini del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma hanno ricostruito un’attività di concessione di prestiti usurari ai danni di imprenditori e professionisti. I finanziamenti venivano erogati con tassi di interesse annui superiori al 300% e, quando necessario, con modalità intimidatorie tipiche delle organizzazioni mafiose.
Secondo le evidenze emerse, i due arrestati avrebbero operato in collegamento con la cosiddetta «Confederazione cosentina», un’alleanza criminale ‘ndranghetista che unifica diversi clan della provincia di Cosenza sotto un’unica struttura di vertice. Complessivamente, gli indagati avrebbero erogato finanziamenti per oltre 3 milioni di euro a circa 25 soggetti, esercitando abusivamente l’attività creditizia.
Nel corso delle operazioni, i finanzieri hanno sequestrato 300mila euro in contanti, pronti per essere consegnati quale prestito usurario. È stato inoltre rinvenuto un arsenale composto da due fucili automatici, due pistole semiautomatiche dotate di silenziatore e un ingente quantitativo di munizioni.
Contestualmente, con il supporto della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato presso la sede di Cosenza, è stato eseguito un decreto di perquisizione e sequestro nei confronti degli arrestati e di altri tre soggetti coinvolti nelle attività investigative.




