Torino, il Sappe chiede una piazza per i 210 anni della Polizia Penitenziaria

Il sindaco Lo Russo non risponde. Il sindacato minaccia ricorso in giustizia amministrativa se il diniego sarà definitivo
Torino, 1 ottobre 2026 – Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe) torna a chiedere al sindaco Stefano Lo Russo di riaprire il confronto per individuare una piazza dove celebrare il 210° anniversario della fondazione del Corpo nel 2027. La richiesta arriva dopo il silenzio dell’amministrazione comunale alle precedenti sollecitazioni, anche da parte del mondo politico.
La scelta di Torino per questa celebrazione nazionale non risponde a una semplice esigenza logistica, sottolinea il Sappe. Il 2027 segna il 210° anniversario delle origini storiche del Corpo, ricondotte al Regio Decreto del 18 marzo 1817. Celebrare questa ricorrenza nel capoluogo piemontese avrebbe un particolare valore storico e simbolico.
«Non chiediamo necessariamente piazza Castello, piazza Carignano o un’altra location prestigiosa – evidenzia il Sappe – ma che una grande città come Torino valuti ogni possibile alternativa». Il sindacato precisa di non voler trasformare la vicenda in uno scontro politico: «La Polizia Penitenziaria non è di destra, non è di sinistra, non appartiene alla maggioranza né all’opposizione: è un Corpo dello Stato».
Nel comunicato il Sappe richiama la capacità di Torino di accogliere iniziative pubbliche di diversa natura, dalle manifestazioni politiche agli eventi culturali. «Se Torino è in grado di gestire cortei, manifestazioni politiche, eventi culturali e iniziative sindacali delle più diverse provenienze – osserva il sindacato – è ragionevole chiedersi come sia possibile non individuare uno spazio adeguato per una celebrazione istituzionale della Polizia Penitenziaria».
Donato Capece, segretario generale del Sappe, dichiara: «La nostra prima scelta resta il dialogo. Continuiamo a rivolgerci al sindaco Lo Russo con rispetto e spirito costruttivo, chiedendogli di riaprire il confronto». Capece aggiunge che qualora esista un provvedimento amministrativo di diniego definitivo, il Sappe valuterà la legittimità della decisione secondo i principi di imparzialità e buon andamento dell’Amministrazione.
«Se ne ricorreranno i presupposti giuridici – conclude Capece – non escludiamo che il Sindacato possa valutare un ricorso davanti alla giustizia amministrativa. Non come minaccia, ma perché un Sindacato ha il dovere di utilizzare gli strumenti previsti dall’ordinamento quando ritiene in gioco la dignità e la considerazione istituzionale della Polizia Penitenziaria. Prima di arrivare davanti a un giudice, però, basterebbe molto meno: sedersi intorno a un tavolo e trovare una piazza. Torino ne ha tante».




