Taser per la polizia penitenziaria, il sindacato chiede sperimentazione

Il SAPPE accoglie la proposta del sottosegretario Ostellari. Capece: «Da anni ne chiediamo la dotazione»
Roma, 24 settembre 2026 – Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) sostiene la proposta del sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari di avviare una sperimentazione del Taser per gli agenti penitenziari, con specifica formazione e protocolli rigorosi di utilizzo. Una richiesta che il sindacato porta avanti da anni per tutelare il personale che opera negli istituti penitenziari e nel settore della giustizia minorile.
«Accogliamo positivamente le parole del sottosegretario Ostellari e soprattutto l’attenzione rivolta alla necessità di dotare la Polizia Penitenziaria di strumenti moderni, adeguati e proporzionati alle esigenze operative», dichiara Donato Capece, segretario generale del SAPPE. «Sono anni che il SAPPE chiede che anche gli appartenenti al Corpo possano disporre del Taser, naturalmente nell’ambito di un percorso serio di formazione, addestramento e definizione di precise procedure operative».
Per il sindacato, la questione riguarda la sicurezza degli agenti penitenziari, del personale che lavora negli istituti e delle persone detenute. «Chi lavora quotidianamente nelle carceri si trova a gestire situazioni di particolare complessità e, in alcuni casi, di elevata criticità. È quindi necessario che gli operatori possano contare su strumenti adeguati per affrontarle, sempre nel rispetto della legge, della proporzionalità dell’intervento e della tutela della persona», aggiunge Capece.
Il SAPPE sottolinea che non chiede strumenti senza regole, ma il contrario: «Formazione specifica, protocolli chiari, responsabilità definite e una sperimentazione che consenta di verificare concretamente modalità ed efficacia dell’utilizzo del Taser negli istituti penitenziari». Capece evidenzia che la richiesta non è nuova: «Da anni sosteniamo la necessità di rafforzare la dotazione strumentale della Polizia Penitenziaria, perché la sicurezza degli istituti passa anche attraverso la possibilità per il personale di intervenire in maniera tempestiva, professionale e con strumenti adeguati».
Il sindacato chiede al Ministero della Giustizia di affrontare la questione con urgenza, coinvolgendo le rappresentanze del personale nella definizione dei percorsi formativi e dei protocolli di impiego. «La sperimentazione del Taser può rappresentare un passo importante in questa direzione», conclude Capece.




