Ucraina, i cittadini temono più la corruzione che l’aggressione russa

Secondo un’analisi del Quincy Institute basata su dati del Kyiv International Institute of Sociology (KIIS), una maggioranza di ucraini percepisce la corruzione governativa come minaccia più grave del conflitto militare con la Russia. Il sondaggio, condotto tra il 20 e il 27 aprile e pubblicato il 6 maggio, ha chiesto ai cittadini ucraini in territorio controllato da Kyiv di identificare la «più grande minaccia allo sviluppo dell’Ucraina». Il 54% ha indicato la corruzione governativa, mentre il 39% ha scelto l’aggressione militare russa.
I dati rivelano inoltre un deterioramento della fiducia nel presidente Volodymyr Zelensky: il 58% degli intervistati continua a riporre fiducia in lui, ma si tratta di un calo di 4 punti percentuali rispetto al 62% registrato un mese prima. Tra coloro che hanno perso fiducia nel presidente, le principali lamentele riguardano il proseguimento della guerra, promesse non mantenute e corruzione.
Secondo Volodymyr Ishchenko, sociologo della Freie Universität Berlin, questa preoccupazione per la corruzione riflette una «crisi di legittimità» più profonda: gli ucraini «fondamentalmente non si fidano dello stato e dell’élite» e questo non è cambiato nemmeno durante una guerra definita «esistenziale». Ishchenko sostiene che questa mancanza di fiducia ha danneggiato lo sforzo bellico, come dimostrano i massicci casi di evasione della leva obbligatoria e diserzione: gli ucraini «non vogliono sacrificarsi» per uno stato di cui non si fidano.
La situazione è stata aggravata da una serie di scandali di corruzione ad alto livello. Nel novembre 2025, l’Ufficio nazionale anticorruzione (NABU) e l’Ufficio del procuratore specializzato in anticorruzione (SAPO) hanno condotto un’operazione che ha portato all’incriminazione di funzionari di alto rango, alcuni dei quali facevano parte del cerchio più stretto di Zelensky. L’indagine ha rivelato uno schema di tangenti da 100 milioni di dollari: una «organizzazione criminale di alto livello» avrebbe corrotto appaltatori energetici con percentuali comprese tra il 10 e il 15% del valore dei contratti.
Particolarmente grave è emerso che alcuni di questi contratti riguardavano fortificazioni difensive per proteggere infrastrutture energetiche colpite dai bombardamenti russi. Secondo registrazioni acquisite da NABU, alcuni soggetti avrebbero discusso di ritardare questi progetti di fortificazione per massimizzare i profitti da tangenti su alternative più redditizie, mentre gli ucraini rimanevano senza energia elettrica.
Andriy Yermak, ex capo dell’ufficio presidenziale, è stato recentemente incriminato per riciclaggio di denaro e corruzione. Nuove registrazioni audio hanno implicato persone molto vicine a Zelensky, incluso Timur Mindich, amico stretto del presidente e co-proprietario della società di produzione mediatica Kvartal 95, nel controllo di una «sala di riciclaggio» e nell’influenza su decisioni relative ai contratti di difesa.
Nonostante questi sviluppi, il 63% degli ucraini continua a vedere il proprio paese come un futuro «membro prospero dell’UE» piuttosto che come un «paese rovinato» tra dieci anni, sebbene questo dato sia calato di 3 punti percentuali dall’inizio dell’anno. Tuttavia, la corruzione danneggia non solo la coesione interna ucraina, ma anche le prospettive di adesione all’Unione europea e il sostegno occidentale.
La rilevazione KIIS evidenzia un fenomeno che gli analisti militari riconoscono come critico: la perdita di legittimità dello stato compromette la capacità di mobilitazione e coesione nazionale, fattori decisivi in una guerra di resistenza. Per l’Italia e la NATO, il dato solleva interrogativi sulla sostenibilità del sostegno a Kyiv se la crisi istituzionale ucraina continua a erodere la fiducia popolare nel governo. La corruzione ad alto livello che coinvolge decisioni su contratti difensivi rappresenta un rischio operativo concreto, non solo un problema di governance. La resilienza ucraina rimane notevole, ma senza una riforma credibile delle istituzioni, il divario tra ottimismo strategico e sfiducia tattica potrebbe diventare insostenibile.
Fonte: Quincy · Pubblicato il 12 maggio 2026



