Polizia di Stato e Airbnb lanciano campagna contro le truffe nelle prenotazioni estive

Sette consigli pratici e l’identikit del truffatore digitale. I giovani tra 18 e 24 anni più esposti ai raggiri online
Roma, 24 giugno 2026
La Polizia di Stato e Airbnb rinnovano la loro collaborazione per sensibilizzare i viaggiatori sui rischi delle truffe digitali durante le prenotazioni estive. L’iniziativa propone sette consigli pratici e un profilo tipo del truffatore per riconoscere i segnali d’allarme.
Tra le frodi più diffuse figura la «casa fantasma»: annunci con immagini accattivanti e prezzi competitivi, spesso sottratti da inserzioni legittime. Una volta raggiunta la destinazione, la struttura risulta inesistente, irraggiungibile, diversa da quanto promesso o già occupata da altri ospiti truffati con lo stesso annuncio. In altri casi il danno emerge prima: dopo il pagamento dell’acconto, il presunto host smette di rispondere, lasciando il viaggiatore senza alloggio e senza rimborso.
L’intelligenza artificiale ha trasformato il profilo del criminale digitale. Se un tempo gli annunci fraudolenti si riconoscevano per errori grammaticali o foto di bassa qualità, oggi i truffatori dispongono di strumenti generativi capaci di produrre testi in italiano corretto, immagini sintetiche di interni inesistenti e siti web clonati con grafica pressoché indistinguibile dagli originali. Più recentemente si sono diffusi anche video deepfake con host apparentemente reali che presentano la proprietà.
I dati mostrano che i giovani tra 18 e 24 anni sono maggiormente colpiti, probabilmente perché abituati a muoversi velocemente online e meno inclini a verificare ogni passaggio dell’acquisto. Al contrario, i viaggiatori over 65 risultano più attenti, con meno del 5% coinvolto in episodi di frode. Le truffe si registrano tanto sui grandi portali quanto sui social media, con offerte «esclusive» fuori dai circuiti ufficiali.
«La raccomandazione è di fare della prudenza un’abitudine. I segnali di una truffa sono quasi sempre gli stessi: prezzo troppo basso, host che preme per chiudere in fretta, pagamento fuori piattaforma», ha affermato Ivano Gabrielli, Direttore della Polizia Postale e per la sicurezza cibernetica.
Matteo Sarzana, Country Manager di Airbnb Italia, ha sottolineato: «I tentativi di truffa su Airbnb sono estremamente rari anche grazie alla nostra scelta di trattenere i pagamenti per l’host fino a check-in avvenuto. La collaborazione con la Polizia Postale è un’ulteriore iniziativa pensata per i meno esperti».
I sette consigli includono: verificare sempre l’URL del sito ufficiale; non cliccare su link inaspettati ricevuti via SMS, email o social media; diffidare di offerte troppo vantaggiose; non pagare mai con bonifico bancario diretto; prenotare, pagare e comunicare solo sulla piattaforma; leggere le recensioni e il profilo dell’host; segnalare subito qualsiasi anomalia alle autorità e ad Airbnb. Nel 2024, il team di Airbnb ha individuato e neutralizzato oltre 3.200 domini di phishing di terze parti a livello globale.
L’identikit del truffatore comprende chi dichiara di vivere all’estero, chi appare «troppo professionale» e chiede documenti, chi richiede pagamenti anticipati, chi insiste per risposte rapide e chi invoca il nome di Airbnb per guadagnare fiducia.




