Cagliari, operazione «Golden Mole»: 11 arresti per assalto a furgone portavalori con oro

La Polizia di Stato esegue misure cautelari coordinate dalla Dda. Smantellato gruppo organizzato in fase esecutiva.
La Polizia di Stato ha dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari nei confronti di 11 persone gravemente indiziate di appartenere a un gruppo organizzato finalizzato alla realizzazione di un assalto ai danni di un furgone portavalori destinato al trasporto di almeno 30 chilogrammi di lingotti d’oro. L’operazione, denominata «Golden Mole», è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia presso il Tribunale di Cagliari e ha avuto esecuzione nella mattinata del 25 luglio 2026 nelle province di Cagliari e Nuoro.
L’indagine, condotta dal Servizio Centrale Operativo in coordinamento con la Squadra Mobile di Cagliari, la S.I.S.C.O. di Cagliari e le Squadre Mobili di Sassari e Nuoro, si è sviluppata attraverso intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, servizi di osservazione e pedinamento, attività tecniche e riscontri sul territorio. Dalle investigazioni è emersa l’esistenza di un presunto gruppo criminale caratterizzato da elevato livello di organizzazione, rigorosa ripartizione dei ruoli e pianificazione estremamente dettagliata di ogni fase dell’azione delittuosa.
Il gruppo avrebbe individuato quale obiettivo un furgone portavalori incaricato, con cadenza settimanale, del trasporto di lingotti d’oro e d’argento da uno stabilimento produttivo situato nel comune di San Gavino Monreale verso il caveau di un istituto di vigilanza ubicato nella provincia di Arezzo. L’intenzione sarebbe stata quella di bloccare il furgone nei pressi dell’area industriale di San Gavino poco dopo l’uscita dal caveau. Sulla base dei più recenti elementi acquisiti, sarebbe inoltre emersa la possibilità di colpire direttamente il caveau nel quale i preziosi sono custoditi, struttura vigilata da guardie particolari giurate e in grado di contenere quantitativi di metalli preziosi di valore decisamente superiore rispetto a quelli trasportati dal singolo furgone.
La pianificazione dell’assalto sarebbe stata elaborata principalmente nel cagliaritano, in particolare nel comune di San Gavino Monreale, dove sarebbero avvenute riunioni per definire le strategie operative, ripartire i compiti e pianificare ogni dettaglio logistico dell’azione. Determinante nella fase preparatoria sarebbe stato il contributo di un basista, operaio specializzato impiegato all’interno dell’obiettivo da svaligiare, che avrebbe messo a disposizione dell’organizzazione informazioni riservate di fondamentale importanza attraverso la predisposizione di rilievi fotografici dei furgoni portavalori, dell’intero sito produttivo, delle relative aree di accesso, ingressi, percorsi interni, sistemi di sicurezza e punti sensibili della struttura.
Gli organizzatori avrebbero avviato contatti con soggetti di elevata caratura criminale, ritenuti idonei a costituire il cosiddetto «gruppo di fuoco» incaricato dell’esecuzione materiale dell’assalto. Tali soggetti graviterebbero prevalentemente nei territori di Desulo, Villanovatulo, Arzana e soprattutto Fonni, dove sarebbero state organizzate diverse riunioni operative intercettate nel corso delle indagini. Contestualmente sarebbe stato predisposto l’apparato logistico, recuperando siti sicuri destinati all’occultamento dei mezzi di provenienza furtiva e selezionando basi logistiche situate nei pressi dei luoghi prescelti per l’assalto.
Tra gli elementi di maggiore rilievo emersi vi è la documentazione del trasferimento dei mezzi rubati, precedentemente nascosti nell’area industriale di Isili e successivamente condotti nel territorio di Busachi, da dove il commando sarebbe dovuto entrare in azione per intercettare il furgone portavalori lungo la S.S. 131, durante il suo tragitto verso Olbia. Tale fase operativa, integralmente monitorata dagli investigatori, indica che il progetto era ormai giunto a uno stadio esecutivo. Le investigazioni hanno documentato numerosi sopralluoghi, servizi di osservazione lungo i percorsi abitualmente utilizzati dal portavalori e chat riservate tra gli appartenenti al gruppo.
L’operazione ha impegnato circa 130 uomini e donne della Polizia di Stato, coordinati dal Servizio Centrale Operativo, appartenenti alle Squadre Mobili di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano, alle Volanti della Questura di Cagliari, ai Commissariati di Pubblica Sicurezza di Carbonia, Iglesias, Lanusei, Gavoi, Ottana e Orgosolo, al Reparto Prevenzione Crimine Sardegna, alle Unità Operative di Primo Intervento, al Reparto Volo, alle unità cinofile e ai Gabinetti Regionale e Provinciale di Polizia Scientifica. Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari sono state effettuate diverse perquisizioni finalizzate all’acquisizione di ulteriori elementi probatori e alla ricerca di armi, esplosivi, mezzi e documentazione riconducibili al gruppo. I destinatari della misura custodiale sono stati condotti nelle competenti Case Circondariali.




