Polizia di Stato

Bari, due arresti per sparatorie nei quartieri Carrassi e Libertà

La Polizia di Stato esegue ordinanza cautelare della Dda. Indagati per lesioni e porto d’arma aggravati dal metodo mafioso.

La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza applicativa di misura cautelare personale nei confronti di due persone, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari su richiesta del Pubblico Ministero. L’operazione rientra in un procedimento penale della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Bari e riguarda le sparatorie avvenute nei quartieri Carrassi e Libertà. Gli indagati sono accusati di lesioni personali e porto in luogo pubblico di arma da sparo, tutti aggravati dal metodo mafioso. Una conferenza stampa si è tenuta presso la Procura della Repubblica di Bari il 27 luglio 2026.

Le indagini della Squadra Mobile, coordinate dalla Dda, hanno ricostruito due distinti agguati armati avvenuti il 9 e il 14 aprile scorsi. In entrambi gli episodi, due soggetti furono colpiti da colpi di pistola alle gambe. Sin dall’inizio, gli investigatori hanno considerato i due eventi collegati in ragione dell’appartenenza delle vittime al medesimo gruppo criminale, lo Strisciuglio, nonché per le modalità di esecuzione: in entrambi i casi due persone giunsero a bordo di uno scooter.

Elementi probatori significativi sono emersi dall’analisi dei filmati delle telecamere di videosorveglianza, sia pubbliche che private, e dalle intercettazioni attivate immediatamente dopo gli eventi. Le investigazioni hanno consentito di appurare che gli agguati si inserivano in uno scenario più complesso, caratterizzato da tensioni tra il clan degli Strisciuglio del quartiere Libertà e quello del San Paolo, legate alla gestione delle piazze di spaccio, in particolare della zona di Carrassi.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Gli elementi acquisiti e la misura cautelare hanno natura provvisoria e si fondano su un giudizio di mera probabilità. I soggetti sottoposti a indagini hanno diritto di formulare le proprie difese e di chiedere il riesame della misura nelle sedi competenti.

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