Superbonus, sequestrati 9,3 milioni di crediti d’imposta per frode

La Guardia di Finanza scopre un sistema fraudolento gestito da una società romana attiva in 35 cantieri. Deferite tre persone
Roma, 19 giugno 2026 – La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma ha coordinato un’indagine che ha portato al sequestro preventivo di crediti d’imposta per un valore complessivo di 9.327.961,10 euro. Il decreto è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari e confermato dal Tribunale del Riesame. L’inchiesta, delegata alla Tenenza della Guardia di Finanza di Anagni, ha smascherato un sistema fraudolento nel settore del Superbonus 110%.
Gli investigatori hanno accertato una condotta sistematica e consapevole finalizzata all’indebita percezione di incentivi statali nel settore edilizio. Le ipotesi di reato includono truffa ai danni dello Stato, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, indebite compensazioni e false attestazioni. I controlli, condotti su numerosi cantieri, hanno rilevato significative difformità tra quanto dichiarato nei Sal (stati di avanzamento lavori) e quanto effettivamente realizzato.
Al centro dell’inchiesta una società con sede a Roma, attiva nella gestione di circa 35 cantieri nell’Italia centro-meridionale a partire dall’introduzione del Superbonus. Tra il 2021 e il 2024 la società ha maturato crediti d’imposta per oltre 30 milioni di euro, di cui circa 15 milioni ritenuti illegittimi. L’analisi della documentazione contabile, i sopralluoghi e le dichiarazioni testimoniali hanno evidenziato l’emissione di fatture per operazioni inesistenti o solo parzialmente eseguite. Le perizie tecniche hanno confermato la mancata esecuzione di opere fatturate.
L’indagine, svolta con il supporto del Nucleo Speciale Tutela Entrate e Repressione Frodi Fiscali della Guardia di Finanza di Roma e del Gruppo della Guardia di Finanza di Frosinone, ha inoltre accertato rapporti finanziari tra il general contractor e un subappaltatore che ha ammesso la fittizietà di fatture per circa 5 milioni di euro. Tre persone sono state deferite all’Autorità Giudiziaria.
L’attività si inserisce in un più ampio contesto investigativo nel quale sono stati esaminati oltre 900 appalti riconducibili al Superbonus, coinvolgendo più di 5.000 beneficiarie dei crediti d’imposta. L’ammontare complessivo delle indebite agevolazioni è stimato in circa 213 milioni di euro, di cui circa 37 milioni già sottoposti a sequestro e 13 milioni bloccati o cancellati dalle Direzioni Provinciali dell’Agenzia delle Entrate.






