Siracusa, scoperto un milione di euro di redditi non dichiarati in B&B e case vacanze

La Guardia di Finanza ha controllato oltre 50 strutture ricettive. Venti proprietari avevano omesso di segnalare gli incassi, 23 completamente sconosciuti al fisco
Siracusa, 27 agosto 2026 – La Guardia di Finanza ha concluso una campagna di controlli nel settore turistico-ricettivo della provincia, scoprendo incassi non dichiarati per oltre 800 mila euro e un’imposta evasa superiore a 200 mila euro. Nel corso di oltre 50 ispezioni a bed and breakfast e case vacanze, i finanzieri hanno individuato 43 proprietari e conduttori con irregolarità fiscali.
Venti soggetti avevano regolarmente dichiarato i redditi della propria attività principale, ma avevano «dimenticato» di segnalare gli incassi derivanti dalla locazione degli immobili. Altri 23 risultavano completamente sconosciuti al fisco, pur gestendo strutture che generavano guadagni compresi tra i 40 mila e i 50 mila euro annui.
Durante i controlli, alcuni contribuenti hanno presentato rettifiche e dichiarazioni integrative, facendo emergere ulteriori redditi non dichiarati per circa 110 mila euro, con un’imposta conseguente di 26 mila euro.
Un episodio particolare ha riguardato una proprietaria di una casa vacanze ampiamente pubblicizzata online che, dopo essere stata convocata per l’apertura del controllo, si è resa irreperibile. L’ispezione è stata comunque conclusa regolarmente, accertando significativi guadagni non dichiarati. La donna è stata segnalata all’Agenzia delle Entrate e all’Inps perché, nel medesimo periodo in cui aveva incassato redditi non dichiarati, risultava percettrice di reddito di cittadinanza.
L’attività ispettiva ha riguardato anche la regolarizzazione del canone speciale di abbonamento radiotelevisivo per gli apparecchi televisivi presso le strutture. Quasi la totalità dei soggetti controllati non aveva mai provveduto al pagamento del canone dovuto.
I controlli rientrano nella collaborazione tra la Guardia di Finanza e il Comune di Siracusa, formalizzata con un protocollo d’intesa sottoscritto il 24 agosto 2026, che prevede lo scambio di dati per contrastare l’evasione fiscale, inclusa la tassa di soggiorno.




