Sequestro da 21 milioni contro 16 società per fatture false e riciclaggio

Operazione della Guardia di Finanza su disposizione della Procura di Napoli. Coinvolte aziende di commercio di materiali ferrosi in Campania, Lombardia ed Emilia Romagna
Napoli, 22 luglio 2026 – La Guardia di Finanza ha eseguito un decreto di sequestro preventivo per oltre 21 milioni di euro nei confronti di 16 società e dei loro rappresentanti legali, indagati per emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli (III Sezione, Criminalità Economica), è stata condotta dal Nucleo Speciale Polizia Valutaria con il supporto dei Comandi Provinciali di Napoli, Salerno, Caserta, Brescia, Ferrara, Benevento, Monza e Forlì-Cesena.
Le indagini, avviate a fine 2024, hanno ricostruito un sistema di «underground banking» (banca clandestina) basato su società «schermo» operanti nel settore del commercio di materiali ferrosi. Secondo l’ipotesi investigativa, società «cartiere» emettevano fatture false nei confronti di aziende del settore; queste ultime pagavano tramite bonifici; le somme venivano trasferite su conti esteri; infine il denaro tornava in Italia sotto forma di contante, al netto di una «commissione». Il meccanismo consentiva il riciclaggio di denaro contante e l’ottenimento di indebiti vantaggi fiscali.
Le 16 società coinvolte sono localizzate in Campania (10), Lombardia (3) ed Emilia Romagna (3). Hanno alimentato un flusso di fatture false per oltre 100 milioni di euro. Le indagini hanno accertato il trasferimento all’estero di circa 134 milioni di euro, diretti verso conti in Germania (51 milioni), Irlanda (39 milioni), Cina (20 milioni), Danimarca (6 milioni) e altri Paesi tra cui Spagna, Lussemburgo, Bulgaria, Belgio e Paesi Bassi (18 milioni complessivi).
L’operazione odierna si inserisce in un’inchiesta più ampia sviluppata dalla Procura napoletana. Lo scorso gennaio erano state eseguite cinque ordinanze cautelari nei confronti di persone originarie della provincia di Napoli. Le indagini, nate dall’analisi di anomale operazioni finanziarie su un conto corrente, hanno coinvolto complessivamente 31 soggetti indagati a vario titolo. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto il sequestro preventivo, anche nella forma per equivalente, sino a concorrenza del profitto di reato quantificato in oltre 21 milioni di euro.




