Scoperta a Spilimbergo la più grande fabbrica clandestina di sigarette d’Italia

Sequestrati 78 tonnellate di tabacco e 25 milioni di pacchetti contraffatti. Sette arresti della Guardia di Finanza
Spilimbergo, 8 giugno 2026 – La Guardia di Finanza ha scoperto nel Comune di Spilimbergo uno dei più grandi opifici clandestini di sigarette mai individuati in Italia. L’operazione, condotta dai finanzieri dei Comandi provinciali di Udine e Pordenone, ha portato all’arresto di sette persone e al sequestro di due linee produttive complete, 78 tonnellate di tabacco trinciato e 25 milioni di pacchetti con marchi contraffatti.
L’indagine è partita da approfondimenti investigativi basati sulle direttive del Comando Regionale Friuli Venezia Giulia. I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Udine e della Compagnia di Tarvisio hanno individuato alcuni capannoni nella provincia di Pordenone con caratteristiche strutturali e logistiche compatibili con un’attività illecita di questo tipo.
La notte tra il 27 e il 28 maggio scorso, i finanzieri hanno visto un autoarticolato entrare e uscire da uno dei capannoni situato a Spilimbergo. Considerato l’orario anomalo e il fatto che il mezzo stava per abbandonare il territorio italiano in direzione Austria, è stato intercettato e sottoposto a controllo. Nel carico sono stati trovati macchinari con evidenti segni di recente utilizzo nella fabbricazione di sigarette.
Sulla base di questa scoperta, i finanzieri hanno deciso di effettuare un blitz nel capannone. All’interno hanno trovato una fabbrica di 9.000 metri quadri in fase di smontaggio. Sei tecnici di nazionalità ucraina e un autista di nazionalità moldova stavano cercando di distruggere i cellulari presenti nella struttura per ostacolare l’accesso dei militari.
L’impianto era dotato di una control room con numerose telecamere per monitorare il perimetro esterno e gli ambienti interni. Funzionava grazie a due potenti generatori a gasolio da oltre 240 kilowatt ciascuno, che permettevano di occultare il reale consumo di corrente elettrica. Al piano superiore erano presenti 42 posti letto per la forza lavoro.
I sette indagati sono stati arrestati in flagranza di reato per associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati. Il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Pordenone ha convalidato gli arresti e disposto la custodia cautelare in carcere per tutti.
Secondo le stime della Guardia di Finanza, il tabacco sequestrato avrebbe potuto essere trasformato in 3,9 milioni di pacchetti di sigarette, con un guadagno illecito stimato di circa 20 milioni di euro. La fabbrica aveva una capacità produttiva stimata tra i 2 e i 5 milioni di sigarette al giorno. Le sigarette prodotte, realizzate con materie prime non tracciate e non sottoposte ai controlli sanitari previsti, avrebbero potuto essere dannose per la salute dei consumatori.










