Guardia di Finanza

Rimini, sequestrati 29 milioni in operazione antifrode. Sei indagati per bancarotta

La Guardia di Finanza ha smantellato un sistema di sottrazione di immobili turistici mediante società prestanome

Rimini, 28 luglio 2026 – La Guardia di Finanza ha eseguito un sequestro preventivo d’urgenza per un valore complessivo di 29 milioni di euro, colpendo immobili, disponibilità finanziarie e quote societarie. Sei persone sono indagate per bancarotta fraudolenta, tra cui un soggetto formalmente residente a Cuba ma domiciliato a Riccione, ritenuto il «dominus» dell’operazione. Le perquisizioni hanno interessato le province di Rimini, Milano, Monza-Brianza e Bari.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Rimini, hanno ricostruito un complesso sistema fraudolento messo in atto dopo il fallimento di una società con sede a Riccione, proprietaria di un compendio aziendale e immobiliare a destinazione turistico-ricettiva. Il fallimento era stato dichiarato in seguito al rigetto di un Concordato Preventivo.

Secondo l’ipotesi accusatoria, il meccanismo fraudolento si basava su contratti di affitto d’azienda stipulati con società amministrate da prestanome, riconducibili al reale «dominus» dell’intreccio societario. Queste società hanno omesso per anni il pagamento dei canoni di locazione dovuti alla società proprietaria, determinandone l’insolvenza e il successivo fallimento.

Nonostante l’assenza di qualsiasi titolo legittimante, il compendio non è stato mai riconsegnato alla società proprietaria né, dopo la dichiarazione di fallimento, alla Curatela Fallimentare. È stato continuato a essere detenuto e gestito abusivamente tramite ulteriori contratti di subaffitto d’azienda fittizi. La gestione commerciale delle strutture è proseguita senza soluzione di continuità anche dopo la revoca delle licenze, con incassi effettuati prevalentemente «in nero», arrecando danno sia alla procedura fallimentare che all’Erario.

L’operazione si è avvalsa del supporto dei Reparti territoriali della Guardia di Finanza e di unità cinofile specializzate nella ricerca di denaro contante occultato. L’intervento rientra nelle linee strategiche del Corpo per la tutela dei mercati e la repressione di fenomeni di inquinamento dell’economia legale.

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