Polizia di Stato

Catania, protocollo tra Procura e Polizia di Stato contro le frodi informatiche

Al via il sistema di intelligenza artificiale TESEO per l’analisi di denunce e indicatori ricorrenti

Catania, 20 ottobre 2026 – È stato sottoscritto a Catania un protocollo operativo tra la Procura Distrettuale della Repubblica presso il Tribunale di Catania e la Polizia di Stato, volto a implementare, anche attraverso sistemi di intelligenza artificiale, l’azione di contrasto alle frodi informatiche. La firma era stata preannunciata per le ore 11 nella sala conferenze della Procura, nell’ambito della quale il Procuratore della Repubblica e il Direttore Centrale del Servizio di Polizia Postale per la sicurezza cibernetica avrebbero illustrato il rilievo e le finalità dell’attività prevista.

Il comunicato definisce le frodi informatiche una vera e propria emergenza che, per le dimensioni assunte dal fenomeno, rappresenta una grave minaccia per imprese, pubbliche amministrazioni e comuni cittadini.

Il progetto, denominato “TESEO”, è indicato come una delle iniziative più innovative attualmente in Italia nel contrasto di questi delitti. Il sistema è stato progettato e realizzato dagli specialisti della Polizia Postale di Catania ed è concepito come strumento investigativo integrato che utilizza anche componenti di intelligenza artificiale, senza sostituire l’opera di analisi e valutazione dell’operatore di polizia.

Il sistema si articola in un archivio informatizzato dei dati estratti automaticamente dalle denunce presentate nel distretto e in una ampia piattaforma documentale installata su un’infrastruttura informatica dedicata presso il Centro Operativo Sicurezza Cibernetica di Catania. Su tale piattaforma opera un modello di intelligenza artificiale che individua gli elementi ricorrenti tra differenti procedimenti, rileva identità di IBAN, numeri telefonici, indirizzi di posta elettronica, domini Internet, account di pagamento e altri indicatori ricorrenti, e genera un report analitico che valorizza gli elementi utili a eventuali convergenze investigative.

La verifica dei dati emersi e le conseguenti valutazioni restano affidate all’investigatore, che le sottopone al magistrato inquirente. Quest’ultimo può disporre ulteriori approfondimenti o l’avvio di indagini più complesse, con l’obiettivo di perseguire le organizzazioni criminali che si ritiene gestiscano il vasto fenomeno delle nuove condotte di frode.

Il prototipo, in caso di esito positivo delle attività, potrebbe essere valutato da altre Procure Distrettuali del territorio nazionale ai fini di una sua adozione, in un quadro di sempre più forte sinergia tra Autorità Giudiziaria e Polizia Giudiziaria.

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

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