Operazione Interpol Trigger X: sequestrate 2.823 armi illegali tra Europa e Asia

Coinvolti 17 Paesi: 152 arresti, 20 gommoni sequestrati e quasi 400 tra granate ed esplosivi
Lione, 14 ottobre 2026. Nell’ambito dell’operazione Trigger X, coordinata da Interpol, le forze di polizia di 17 Paesi hanno sequestrato 2.823 armi leggere e di piccolo calibro, quasi 400 granate ed esplosivi e oltre 40.000 munizioni. L’operazione, della durata di due settimane, è unica nel suo genere e ha come obiettivo il contrasto al traffico illecito di armi da fuoco in Europa e in Asia centrale. Le indagini sono ancora in corso.
Secondo i risultati operativi disponibili, una parte significativa delle armi illegali era collegata a ex o attuali zone di conflitto, tra cui i Balcani, l’Europa orientale e il Nagorno-Karabakh. In Armenia, Kirghizistan e Tagikistan sono state inoltre sequestrate o consegnate volontariamente armi di epoca sovietica.
Tra i principali sequestri, in Bulgaria le autorità doganali hanno intercettato 73 pistole contraffatte al valico di Kapitan Andreevo, al confine con la Turchia. Le armi erano nascoste in un camion che trasportava componenti automobilistici verso l’Europa occidentale, e 23 pistole si trovavano sotto il materasso del conducente. Le armi riproducono modelli autentici e utilizzano marchi falsificati, circostanza che ne rende più difficile l’identificazione e la tracciabilità.
Sempre in Bulgaria, in un altro sequestro effettuato al valico di frontiera di Lesovo, tra Bulgaria e Turchia, sono stati bloccati due mezzi pesanti con oltre 1.000 fucili da caccia di tipo militare. Le autorità bulgare hanno inoltre sequestrato 20 gommoni, dichiarati come materassi gonfiabili destinati a un Paese dell’Europa occidentale. Secondo le informazioni investigative, il carico sarebbe collegato a reti criminali attive nel traffico di migranti e destinato alle traversate clandestine della Manica.
In Serbia è stato registrato il sequestro più consistente di granate, 68, introdotte clandestinamente dalla Bosnia-Erzegovina. Le autorità serbe hanno anche scoperto un laboratorio clandestino destinato alla trasformazione di pistole a salve e da segnalazione in armi da fuoco funzionanti. La perquisizione ha portato a un arresto e al sequestro di decine di pistole, componenti d’arma e 280 cartucce calibro 9 mm. In Ucraina sono stati sequestrati due lanciagranate sovietici Type 25.
Complessivamente, le autorità partecipanti hanno effettuato 152 arresti per possesso o traffico illecito di armi da fuoco, nonché per altri reati quali traffico di droga, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e rapina. Sono state intercettate 15 persone oggetto di avvisi Interpol, tra cui cinque latitanti ricercati a livello internazionale tramite Red Notice. Uno dei fermati dalle autorità georgiane era ricercato dalla Turchia con l’accusa di omicidio.
Nel corso dell’operazione sono stati inoltre intercettati cinque migranti irregolari in Macedonia del Nord. La polizia di frontiera serba ha fermato un sesto individuo nei pressi del confine con l’Ungheria, in possesso di un fucile automatico e di diverse munizioni. Tra gli altri materiali sequestrati figurano sostanze stupefacenti, cocaina e marijuana, sigarette contraffatte, prodotti tessili e alimentari non dichiarati.
Harald Arm, Direttore Esecutivo per la Capacità di Polizia di Interpol, ha dichiarato: «L’operazione Trigger X ha evidenziato l’alto rischio che le armi utilizzate nei conflitti armati vengano dirottate verso i canali della criminalità organizzata, dove vengono impiegate per commettere ulteriori crimini». Secondo Arm, «questi sequestri dimostrano l’importanza di un’azione internazionale coordinata per individuare le rotte del traffico illecito, smantellare le reti criminali e impedire che le armi raggiungano soggetti intenzionati ad utilizzarle per scopi criminali».
L’operazione è stata condotta nell’ambito del progetto dell’Unione Europea I ARMS V e del progetto I-FORCE del Ministero degli Affari Esteri della Germania, con il sostegno aggiuntivo del progetto EU4FAST, finanziato dall’Unione Europea. Hanno collaborato EMPACT Firearms, Europol, Frontex, SELEC, HSI e ATF.
Nel quadro di EU4FAST, l’Italia partecipa con il Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza, che contribuisce con personale specializzato. Il quartier generale operativo del progetto è a Sarajevo, dove il Ministero dell’Interno italiano ha aperto un ufficio nel 2024. Da lì un team interforze composto da personale della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza coordina presidi satellite in altri cinque Paesi della regione.






