Oltre 2,1 milioni di euro di borse di studio irregolari: rafforza la lotta della Guardia di finanza

Dal 2024 accertate indebite percezioni e bloccate erogazioni. Estesa la collaborazione con il Ministero dell’Università anche all’housing studentesco
Roma, 17 settembre 2026 – Più di 2.100 interventi e 2,5 milioni di euro tra erogazioni bloccate e indebite percezioni accertate. È il bilancio della collaborazione tra il Ministero dell’Università e della Ricerca e la Guardia di finanza nella tutela delle risorse pubbliche destinate al diritto allo studio universitario, avviata nel giugno 2024 con il protocollo d’intesa firmato dal Ministro Anna Maria Bernini e dal Comandante Generale della Guardia di finanza, Gen. C.A. Andrea De Gennaro.
L’attività di controllo si estenderà ora anche alla tutela dell’housing universitario, misura strategica per favorire l’accessibilità all’istruzione superiore. In questo ambito rientra la Missione 4 – Componente 1, Riforma 1.7 del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che ha consentito la realizzazione di oltre 63.000 nuovi posti letto per studenti fuori sede, con uno stanziamento di 1,2 miliardi di euro. La collaborazione riguarderà sia gli interventi gestiti dal Ministero sia il Fondo Student Housing gestito da Cassa Depositi e Prestiti, costituito grazie alla revisione del Piano approvata nel novembre 2025.
Dal 1° gennaio 2024 a oggi, i Reparti della Guardia di finanza hanno sottoposto a verifica oltre 8 milioni di euro erogati a titolo di borse di studio e altre prestazioni per il diritto allo studio universitario. Le irregolarità più diffuse riguardano false attestazioni sulla posizione reddituale e patrimoniale del nucleo familiare, sulla composizione dello stesso e sulla effettiva locazione di un alloggio a titolo oneroso.
Tra le indagini concluse spicca l’operazione «Fake Home» del 1° Nucleo Operativo Metropolitano di Torino, conclusa nel 2025. L’attività ha accertato l’esistenza di numerosi contratti di locazione fittizi stipulati da un soggetto di origine ucraina con ottanta studenti stranieri che vivevano presso altri domicili. I medesimi studenti avevano autocertificato all’EDISU (ente regionale per il diritto allo studio del Piemonte) la disponibilità di un alloggio a titolo oneroso, presupposto necessario per richiedere la borsa di studio. Ventitré studenti stranieri, in maggior parte di nazionalità iraniana, indiana e pakistana, sono stati deferiti alla Procura della Repubblica per indebita percezione di erogazioni pubbliche. Il meccanismo fraudolento ha consentito loro di aggiudicarsi borse di studio per oltre 500 mila euro, finanziate in parte con risorse del Pnrr, e di beneficiare dell’esenzione dal pagamento delle tasse universitarie.
Nel febbraio 2025, il Nucleo PEF di Ancona ha concluso un’indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica su borse di studio universitarie relative all’anno accademico 2023/2024, erogate dall’Ente Regionale per il Diritto allo Studio delle Marche a soggetti di nazionalità indiana. L’analisi di oltre 200 atti rilasciati dalle autorità indiane ha permesso di raccogliere elementi per ipotizzare violazioni penali, in particolare la contraffazione della legalizzazione della traduzione di certificati attestanti la composizione, il reddito e il patrimonio immobiliare del nucleo familiare, nonché delle firme, dei timbri e dei numeri di percezione consolare.
La rete di collaborazione si articola su tutto il territorio nazionale: sono 52 i protocolli d’intesa già sottoscritti tra i Comandi Regionali o Provinciali della Guardia di finanza e gli Organismi regionali per il diritto allo studio, nonché con i singoli Atenei responsabili dell’istruttoria e dell’erogazione dei benefici economici.




