Minore tunisino arrestato a Firenze per reclutamento terroristico
Il 15enne indagato per arruolamento con finalità di terrorismo internazionale. Sequestrato il cellulare con messaggi compromettenti
Firenze, 20 maggio 2026 — La Polizia di Stato di Firenze ha eseguito un’ordinanza di custodia in Istituto penale minorile nei confronti di un ragazzo tunisino di 15 anni, indagato per arruolamento con finalità di terrorismo internazionale. L’ordinanza è stata emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i Minorenni di Firenze, Giuditta Merli, su richiesta della Procura della Repubblica presso lo stesso tribunale, Roberta Pieri.
Il minore, arrivato in Italia poco più di tre anni fa, era già stato sottoposto a una misura cautelare nel mese di ottobre dello scorso anno per la medesima fattispecie di reato. Il 23 marzo 2026 il Giudice dell’udienza preliminare lo aveva ammesso al regime di messa alla prova, revocando la precedente misura. Tuttavia, fin dal giorno seguente alla revoca, il ragazzo ha ripreso a interagire attraverso profili social con account riconducibili a soggetti affiliati al Daesh.
L’attività investigativa è stata coordinata dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione in cooperazione con le agenzie di intelligence A.I.S.E. e A.I.S.I., nell’ambito del Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo. La D.I.G.O.S. della Polizia di Stato di Firenze ha quindi richiesto un decreto di perquisizione, che ha consentito agli agenti della Sezione Antiterrorismo di sequestrare il cellulare del quindicenne.
Dall’analisi del dispositivo sono emersi elementi significativi: il minore ha dichiarato in messaggi di essere pronto ad agire, ricevendo istruzioni sull’ubicazione degli obiettivi e mostrando interesse nella ricerca di armi. Gli investigatori hanno inoltre confermato che il ragazzo interagiva con profili legati all’estremismo islamista radicale e proseguiva l’opera di proselitismo anche durante il regime di messa alla prova.
Il Giudice per le indagini preliminari, condividendo le valutazioni della Procura dei Minori, ha ritenuto il minore un soggetto pericoloso capace di commettere atti gravi, non avendo mutato le proprie convinzioni ideologiche. Per questo motivo ha disposto la custodia in Istituto Penale per Minorenni. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari.




