Carabinieri

Estorsioni nella Locride, due fermi per tentata estorsione con metodo mafioso

I Carabinieri di Locri hanno eseguito due fermi nei comuni di Bovalino e Platì. Decisive le denunce degli imprenditori

Locri, 11 maggio 2026 – I Carabinieri della Compagnia di Locri, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria – Direzione Distrettuale Antimafia (Dda), hanno eseguito due fermi di indiziato di delitto nei comuni di Bovalino e Platì nei confronti di due soggetti accusati in concorso di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, con l’intento di favorire l’articolazione di ‘ndrangheta dei «Barbaro-Castani».

L’attività investigativa si è sviluppata dal monitoraggio di alcuni cantieri edili nell’area jonica e ha permesso di raccogliere sufficienti indizi per ricostruire due distinti episodi di tentata estorsione. Il principale indagato, per raggiungere i suoi fini criminali, si avvaleva del supporto di un complice con il ruolo di autista.

Nei mesi compresi tra ottobre 2025 e marzo 2026, i due indagati si sarebbero resi responsabili di due episodi delittuosi. In una prima occasione, si introducevano abusivamente nel piazzale di un’impresa, intimando al titolare di consegnare denaro contante, spendendo la caratura criminale della «famiglia» di appartenenza e lo stato di detenzione di alcuni sodali. In una seconda occasione, presso un cantiere edile, uno degli indagati avrebbe minacciato gli operai di bloccare totalmente i lavori, qualora non avesse interloquito con i titolari dell’impresa, facendo leva sull’appartenenza alla medesima famiglia criminale.

L’identificazione degli autori è stata riscontrata tramite individuazioni fotografiche e attraverso l’acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, che hanno documentato il transito del veicolo in uso a uno degli indagati in orari compatibili con l’esecuzione del reato.

I Carabinieri sottolineano il contributo fornito dalle vittime, che hanno scelto di non piegarsi alle logiche predatorie delle locali famiglie di ‘ndrangheta, affidandosi all’operato dell’Arma. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari, in attesa di successive valutazioni.

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