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L’adattamento climatico deve diventare politica economica, non un capitolo ambientale

Secondo un’analisi di Chatham House, il governo britannico dovrebbe trattare l’adattamento agli effetti del cambiamento climatico come principio organizzativo centrale sia della politica economica interna sia della politica estera. Il think tank londinese collega questa raccomandazione direttamente agli eventi dell’estate 2026, quando ondate di calore da record hanno chiuso scuole, interrotto i trasporti e causato migliaia di morti, seguite da incendi diffusi in Europa e in parti del Nord Africa.

La Spagna ha dichiarato l’emergenza nazionale nella regione di Madrid a causa di roghi devastanti, mentre la Francia ha attivato il meccanismo di protezione civile dell’Unione europea per affrontare i peggiori incendi degli ultimi vent’anni. Il Regno Unito vive quella che l’analisi definisce una “firewave”, con roghi dai Cairngorms alla costa del Suffolk, dove un incidente maggiore ha imposto l’evacuazione di un villaggio turistico a Dunwich Heath. Quasi metà dell’Inghilterra si trova in una condizione di siccità definita “eccezionalmente grave”, fattore che può indebolire la capacità di risposta alle emergenze.

Il rapporto sostiene che questi episodi rivelano una lacuna crescente nelle politiche climatiche: mentre la maggior parte dei governi si concentra, giustamente, sulla riduzione delle emissioni, l’adattamento resta ai margini. Ricerche citate nell’analisi indicano che il numero di persone esposte a calore estremo a livello globale potrebbe raddoppiare entro il 2050. Anche la scarsità idrica è un tema interno: secondo stime richiamate dagli autori, i flussi fluviali in Inghilterra potrebbero calare fino al 30 per cento rispetto ai livelli preindustriali.

Il documento più recente di valutazione del rischio climatico del governo britannico individua un legame stretto tra siccità e rischio di incendi, in linea con le conclusioni dell’IPCC sull’aumento delle condizioni favorevoli al fuoco in molte regioni. Gli autori sottolineano che il Regno Unito ha compiuto progressi nella valutazione dei rischi, ma è rimasto indietro nell’attuazione, in particolare su surriscaldamento urbano, resilienza idrica e prevenzione degli incendi.

Chatham House propone di incorporare l’adattamento nelle decisioni su trasporti, energia, edilizia e infrastrutture idriche fin dalla progettazione, includendolo nei quadri di investimento pubblico del Tesoro anziché aggiungerlo successivamente. Tra le misure indicate figurano il ripristino delle torbiere, la gestione della vegetazione nelle aree a rischio, l’espansione del verde urbano e la progettazione di edifici resistenti al calore.

Sul piano internazionale, il rapporto invita il nuovo governo guidato da Andy Burnham a tre priorità per il ministro degli Esteri Ed Miliband: sostenere il finanziamento dell’adattamento in vista della COP31, dando seguito al Nuovo Obiettivo Collettivo Quantificato sulla finanza climatica concordato alla COP29; rendere la diplomazia dell’acqua elemento centrale delle relazioni bilaterali e multilaterali, valorizzando il programma Just Transitions for Water Security; e dare attuazione alla valutazione nazionale sulla sicurezza legata agli ecosistemi globali, finora priva di ricadute concrete sulle politiche.

Il rapporto segnala inoltre che alcuni grandi donatori stanno ridimensionando i propri impegni: la Banca Mondiale ha abbandonato l’obiettivo di destinare il 45 per cento del proprio finanziamento a progetti legati al clima.

Il commento di GrNet.it

L’analisi non affronta un aspetto che avrebbe valore comparativo per l’Italia: la sovrapposizione, già visibile nell’estate 2026, tra crisi idrica e incendi in Spagna e Francia rende plausibile un fenomeno analogo lungo l’arco mediterraneo, dove il sistema di protezione civile italiano opera già in condizioni di risorse limitate. Il richiamo al meccanismo di protezione civile dell’Unione europea attivato dalla Francia indica che la gestione degli incendi sta diventando una questione di cooperazione multilaterale strutturata, non più solo di risposta nazionale d’emergenza. Per l’Italia, che dispone di esperienza operativa consolidata nella lotta aerea agli incendi, la vera domanda riguarda se le politiche di adattamento restino confinate alla Protezione Civile o vengano integrate, come propone Chatham House per Londra, nella pianificazione economica e nelle priorità di investimento infrastrutturale. Resta da capire se un approccio simile sia compatibile con i vincoli di bilancio già stretti della spesa pubblica italiana.


Fonte: Chatham House · Pubblicato il 31 luglio 2026

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

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