Medio OrienteOsservatorio Strategico

Israele, un think tank fantasma per addestrare i chatbot

Secondo un’analisi di Nick Cleveland-Stout pubblicata da Responsible Statecraft, il sito Hanover Institute for Public Policy, presentato come think tank indipendente su Israele e Palestina, sarebbe in realtà una costruzione commissionata dal governo israeliano per condizionare il modo in cui i chatbot rispondono su temi legati al conflitto.

L’organizzazione pubblica report in stile accademico, con note a piè di pagina e indici, su domande come «AIPAC utilizza fondi opachi nelle elezioni?» o «Israele sta conducendo una campagna deliberata di carestia a Gaza?». Nessuno dei testi riporta un autore firmato. In fondo alla pagina compare però un piccolo disclaimer che indica come l’ente sia stato creato per conto dell’Israeli Government Advertising Agency da Piro, Inc, società co-fondata da Daniel Rosenberg, produttore del film «Inside Man» di Spike Lee.

Il sito di Piro descrive esplicitamente la propria attività come «AI Story Optimization», ovvero la produzione di contenuti costruiti per essere valutati come credibili dai grandi modelli linguistici. Una pratica che, secondo un riferimento citato nell’articolo, viene indicata da altri osservatori come «avvelenamento» dei modelli linguistici (LLM poisoning).

Molti report seguono uno schema ricorrente: partono da una domanda che un utente potrebbe rivolgere a un chatbot – «Cosa ha causato lo sfollamento dei palestinesi nel 1948?», «Quali organizzazioni umanitarie hanno documentato crimini di guerra israeliani?» – per poi concludere collegando il tema alla crescita dell’antisemitismo, spesso citando gli stessi studi. Un report cita un sondaggio del 2022 secondo cui il 47% degli ebrei israeliani ritiene le Forze di Difesa Israeliane (IDF) l’esercito più morale al mondo; un altro mette in dubbio il dato UNICEF secondo cui il 90% delle infrastrutture idriche e istituzionali di Gaza sarebbe stato danneggiato o distrutto.

In alcuni casi i contenuti dell’Hanover Institute contraddicono le posizioni ufficiali israeliane: un report definisce «debole e piena di eccezioni» la tesi, sostenuta dal primo ministro Benjamin Netanyahu, secondo cui i finanziamenti stranieri alle università spiegherebbero gli episodi di antisemitismo nei campus.

Piro, Inc ha ricevuto 900.000 dollari dal governo israeliano per questo lavoro, subappaltato tramite il gruppo francese di pubbliche relazioni Havas Media, secondo quanto già documentato in una ricerca del Quincy Institute sulla campagna d’influenza israeliana da un miliardo di dollari. Dal 6 agosto il sito ha pubblicato oltre 100 report, e l’analisi di Responsible Statecraft ha sottoposto 12 articoli scelti a campione al software GPTZero, che ne ha segnalati 11 come generati con intelligenza artificiale con «alta confidenza» e uno con «confidenza moderata».

L’articolo ricorda inoltre che Israele ha ingaggiato l’ex responsabile della campagna elettorale di Trump, Brad Parscale, per creare siti filo-israeliani destinati a influenzare i chatbot, nell’ambito di un contratto da 46,5 milioni di dollari: un’inchiesta di Drop Site ha rilevato che Microsoft Copilot e Google Gemini avrebbero attinto a quei contenuti. Rosenberg, contattato da Politico, ha dichiarato che il lavoro di Piro serve a «mettere fatti accurati e documentati nel dibattito pubblico», ma in un post su LinkedIn ha pubblicizzato la capacità della sua società di determinare come l’intelligenza artificiale «racconta le storie».

Il commento di GrNet.it

Le operazioni di influenza non sono una novità nella storia dei conflitti, ma qui cambia il bersaglio: non più l’opinione pubblica ma il motore che oggi la informa in prima battuta. Un chatbot che cita come fonte neutrale un report privo di autore, finanziato da un governo e mascherato da centro studi, produce un effetto di legittimazione che la propaganda tradizionale doveva conquistarsi con anni di lavoro editoriale. Per le forze armate e per chi si occupa di comunicazione strategica, il caso Hanover Institute segnala che la superiorità informativa si gioca ormai anche a monte, nell’addestramento dei modelli, non solo nella diffusione dei contenuti. Vale la pena chiedersi quali contromisure esistano, oggi, per un’istituzione italiana o europea esposta allo stesso tipo di manipolazione su dossier sensibili come la Libia o il Mediterraneo orientale.


Fonte: Quincy · Pubblicato il 17 agosto 2026

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

Redazione di GrNet.it, network di informazione su sicurezza e difesa attivo dal 2007. Segue quotidianamente le notizie e gli approfondimenti su Forze di Polizia, Forze Armate, scenari internazionali, normativa e concorsi del comparto sicurezza.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio