Halloween, sequestrati circa 40.000 articoli non sicuri in provincia di Avellino

Prodotti privi di indicazioni in lingua italiana e possibili sostanze nocive: segnalati i responsabili dei punti vendita
Avellino, 31 ottobre 2026. La Guardia di Finanza (Gdf) di Avellino ha sequestrato circa 40.000 articoli e gadget messi in vendita in occasione della ricorrenza di «Halloween». La merce era priva delle indicazioni minime in lingua italiana e non conforme agli standard di sicurezza e ai requisiti essenziali previsti dalla normativa nazionale e comunitaria.
Il sequestro è stato eseguito in violazione del decreto legislativo 206/2005, il cosiddetto «Codice del Consumo». Le attività di servizio condotte nell’intero territorio provinciale dalle Fiamme Gialle irpine hanno permesso di rilevare che in diverse attività commerciali i prodotti erano esposti sugli scaffali per la libera vendita, pur essendo sprovvisti delle indicazioni obbligatorie.
Tra le informazioni mancanti figurano i materiali impiegati e l’eventuale presenza di sostanze nocive per la salute umana e per la sicurezza dei consumatori in genere. I controlli hanno interessato punti vendita diversi, distribuiti sul territorio della provincia.
Tra i prodotti sequestrati ci sono articoli di decorazione, cestini e lumi a forma di zucca, costumi e maschere horror, unghie finte e gadget di vario genere. Si tratta di oggetti particolarmente diffusi nel periodo che precede la festività , quando le vendite aumentano.
I responsabili dei punti vendita sono stati segnalati alla Camera di Commercio Irpinia-Sannio per le violazioni alla normativa che disciplina la sicurezza dei prodotti. La legge prevede una sanzione amministrativa fino a € 25.823,00.
Il sequestro, secondo quanto comunicato dalla Gdf, testimonia l’attenzione che le Fiamme Gialle irpine rivolgono alla sicurezza dei prodotti. L’obiettivo è proteggere il mercato dalla diffusione di merce non conforme agli standard imposti dalle norme in vigore.
L’azione, sempre secondo la nota della Gdf, mira a garantire agli imprenditori onesti una condizione di leale concorrenza. Punta anche a tutelare i consumatori finali, che spesso acquistano senza considerare i potenziali rischi per la salute.











