Halloween, sequestrati 9.500 prodotti non conformi: segnalate sei società

Controlli della Guardia di Finanza nel territorio spezzino: campioni prelevati per analisi di laboratorio
La Spezia, 30 ottobre 2026 — In prossimità della festa di «Halloween», il Comando Provinciale della Guardia di Finanza della Spezia ha eseguito un piano straordinario di controllo economico del territorio, finalizzato a contrastare la vendita di prodotti non sicuri e non conformi alle normative vigenti.
Nel corso di diversi interventi eseguiti nella provincia, i finanzieri del Gruppo della Spezia hanno sequestrato oltre 5.000 articoli di «Halloween», tra abbigliamento e accessori, esposti sugli scaffali per la vendita e prevalentemente destinati ai bambini. Sono stati inoltre sequestrati ulteriori 4.500 articoli di bigiotteria e 67 cosmetici.
Per questi ultimi è stata ipotizzata la violazione dell’articolo 517 del codice penale, relativo alla vendita di prodotti industriali con segni mendaci.
L’assenza sui prodotti delle indicazioni sulla provenienza e sulla composizione merceologica costituisce, secondo il comunicato, un illecito amministrativo in violazione del cosiddetto «Codice del Consumo». Le omissioni, si legge nella nota, rappresentano un pericolo concreto per la salute dei consumatori finali, perché spesso sottendono l’utilizzo di materie prime nocive e il mancato rispetto degli standard qualitativi previsti dalla normativa.
Durante le ispezioni sono stati prelevati campioni rappresentativi della merce sequestrata, da sottoporre ad analisi di laboratorio per verificare la salubrità delle materie prime impiegate e rilevare l’eventuale presenza di sostanze chimiche nocive per gli utilizzatori.
Sono sei le società segnalate alla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura per violazioni del Codice del Consumo, di cui al D.Lgs. 206/2005. Le contestazioni riguardano l’omessa indicazione delle informazioni obbligatorie per il consumatore, tra cui la composizione dei materiali, la provenienza e il soggetto responsabile dell’immissione in commercio, nonché le avvertenze in lingua italiana.
Le stesse violazioni includono la normativa comunitaria sulla composizione dei prodotti tessili, il Regolamento (CE) n. 1007 del 27 settembre 2011, e l’articolo 4, comma 3, del D.Lgs. 190/2017, che sanziona la messa a disposizione sul mercato di prodotti tessili privi di etichetta o contrassegno con i dati relativi alla composizione fibrosa.
Un soggetto è stato invece segnalato all’Autorità giudiziaria locale per il reato di frode in commercio.
L’operazione si inserisce nell’attività istituzionale costante del Corpo, finalizzata anche a prevenire l’immissione in consumo di prodotti che non rispettano i requisiti di sicurezza previsti. Da queste irregolarità, sottolinea la nota, derivano ripercussioni sulla tutela della salute dei consumatori e distorsioni del tessuto economico legale.






