Falsi poveri nel Verbano: 22 indagati con vincite al gioco per 11 milioni

Le vincite non sono state comunicate all’INPS né indicate nella DSU ai fini ISEE
Verbania, 16 ottobre 2026. I finanzieri del Comando Provinciale del Verbano Cusio Ossola hanno individuato 22 persone che, pur avendo incassato vincite al gioco online per complessivi 11 milioni di euro, hanno continuato a percepire senza averne diritto l’Assegno di Inclusione (ADI). Le verifiche sono state svolte nel corso dei controlli di spesa pubblica effettuati nell’ultimo anno, nell’ambito dell’operazione «Tris».
L’ADI, in vigore dal 1° gennaio 2024, è la misura di contrasto alla povertà, alla fragilità e all’esclusione sociale delle fasce deboli. Gli accertamenti hanno evidenziato che la maggior parte dei soggetti aveva già beneficiato, sempre senza titolo, del Reddito di Emergenza e del Reddito di Cittadinanza.
Le indagini della Guardia di Finanza, condotte con un’attività info-investigativa a tutela del bilancio pubblico, si sono concentrate su questa condotta. Le vincite risultavano regolarmente accreditate su conti riconducibili ai beneficiari e presentavano movimentazioni significative sia negli anni precedenti sia in quelli di presentazione delle domande. Tuttavia non sono mai state comunicate all’INPS, Istituto nazionale della previdenza sociale, né indicate nella DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) ai fini ISEE.
Secondo il comunicato, in questo modo i richiedenti avrebbero mantenuto artificiosamente una situazione reddituale e patrimoniale compatibile con le soglie di accesso al beneficio. Il limite ISEE è di 10.140 euro e il reddito familiare non può superare i 6.500 euro, elevati a 8.190 euro per i nuclei composti da persone di età pari o superiore a 67 anni o con disabilità grave o non autosufficienza. Le somme vinte avrebbero ampiamente superato tali soglie.
Le risorse indebitamente percepite dai 22 soggetti, cittadini italiani e stranieri, sono così composte: 189.061 euro di Assegno di Inclusione, 179.110 euro di Reddito di Cittadinanza, 1.200 euro di Reddito di Emergenza, 43.215 euro di Assegno Unico Universale e 2.037 euro di Assegno di Maternità. Tutti i soggetti sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria competente e all’INPS per il recupero delle somme.
La Guardia di Finanza, quale polizia economico-finanziaria, presidia la corretta destinazione delle uscite di bilancio pubblico e il contrasto all’accesso indebito alle misure di welfare. Secondo il comunicato, queste condotte sottraggono risorse alle categorie realmente vulnerabili e minano la coesione del tessuto sociale.
Il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari.






