Polizia Penitenziaria

Genova, protesta al carcere di Marassi: detenuto scende dal tetto dopo otto ore

Conclusa senza conseguenze la tensione nella Casa circondariale. Decisiva la negoziazione della Polizia Penitenziaria.

Si è conclusa nella serata del 10 luglio 2026 la protesta del detenuto che aveva occupato il tetto della Casa circondariale di Genova Marassi. Dopo circa otto ore di tensione, l’uomo è sceso volontariamente, consentendo il ritorno alla normalità. La situazione è stata costantemente monitorata dalla Polizia Penitenziaria, che ha garantito la sicurezza dell’istituto e delle persone presenti. All’esterno del carcere erano presenti anche i Vigili del Fuoco e personale della Polizia di Stato, in presidio a scopo precauzionale.

Il merito dell’esito positivo della vicenda va attribuito all’opera di mediazione e negoziazione condotta dal Primo Dirigente di Polizia Penitenziaria, Comandante del Reparto Lucrezia Nicolò, e da tutto il personale che ha operato con professionalità, equilibrio e straordinario senso dello Stato. Prezioso è stato anche il contributo del magistrato di sorveglianza, del mediatore culturale e del negoziatore del Corpo.

Secondo il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), il detenuto era giunto a Genova da poco, proveniente da un altro istituto penitenziario. Durante una precedente detenzione nell’istituto penale di Nisida, l’uomo si era già reso protagonista di analoghe forme di protesta.

Donato Capece, segretario generale del Sappe, ha sottolineato come la Polizia Penitenziaria sia chiamata quotidianamente a gestire situazioni di estrema complessità, nelle quali preparazione, autocontrollo e capacità di dialogo sono determinanti. «L’introduzione della figura del negoziatore nel Corpo è stata una scelta lungimirante. Oggi ne abbiamo avuto una concreta dimostrazione: la crisi è stata risolta senza uso della forza e con la piena tutela dell’incolumità delle persone», ha affermato Capece.

Il Sappe ha inoltre richiamato l’attenzione sulle difficili condizioni operative della Casa circondariale genovese. Marassi è in costante sovraffollamento con circa 150 detenuti oltre la capienza regolamentare, a cui si aggiunge una cronica carenza di personale di Polizia Penitenziaria e la presenza di numerosi detenuti assegnati per motivi di ordine e sicurezza. «Un simile contesto aumenta il rischio di eventi critici e rende ancora più gravoso il lavoro degli operatori», ha sottolineato Vincenzo Tristaino, segretario nazionale Sappe per la Liguria.

Il sindacato ha espresso il proprio plauso al Comandante del Reparto e a tutto il personale intervenuto, auspicando che il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria conferisca un riconoscimento ministeriale agli operatori che hanno evitato conseguenze ben più gravi.

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

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