Detenuto sale sul tetto del carcere di Marassi, tensione a Genova

Il Sappe denuncia sovraffollamento e carenza di personale nella Casa circondariale ligure
Genova, 10 luglio 2026 – Momenti di tensione nella Casa circondariale di Genova Marassi, dove un detenuto ha inscenato una protesta salendo sul tetto dell’istituto penitenziario. La situazione è stata costantemente monitorata dalla Polizia Penitenziaria, che ha garantito la sicurezza dell’istituto e delle persone presenti. All’esterno del carcere erano presenti anche i Vigili del Fuoco e personale della Polizia di Stato, in presidio a scopo precauzionale.
Secondo il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), l’uomo era giunto a Genova da poco, proveniente da un altro istituto penitenziario. «Da quanto si apprende, il detenuto si sarebbe già reso protagonista, durante una precedente detenzione nell’istituto penale di Nisida, di analoghe forme di protesta», ha spiegato Vincenzo Tristaino, segretario nazionale Sappe per la Liguria.
Il sindacalista ha richiamato l’attenzione sulle difficili condizioni operative del carcere genovese: Marassi è in costante sovraffollamento con circa 150 detenuti oltre la capienza regolamentare, a cui si aggiunge una cronica carenza di personale di Polizia Penitenziaria e la presenza di numerosi detenuti assegnati per motivi di ordine e sicurezza. «È evidente che un simile contesto aumenta il rischio di eventi critici e rende ancora più gravoso il lavoro degli operatori», ha sottolineato Tristaino.
Tristaino ha inoltre criticato l’Amministrazione penitenziaria: «La Polizia Penitenziaria è lasciata sola ad affrontare quotidianamente emergenze sempre più frequenti e complesse. Esigiamo rispetto per il lavoro delle donne e degli uomini del Corpo e risposte concrete ai problemi degli istituti liguri».
Donato Capece, segretario generale del Sappe, ha espresso fiducia nella professionalità del Corpo: «Confidiamo nella capacità di mediazione e negoziazione delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria, che stanno operando con equilibrio e grande senso di responsabilità per riportare la situazione alla normalità». Capece ha concluso ribadendo l’urgenza di interventi strutturali: «Episodi come quello di oggi dimostrano quanto sia urgente intervenire sugli istituti più problematici del Paese, assicurando adeguati organici e migliori condizioni operative».






