Danno erariale da 1,1 milioni: sei indagati dalla Corte dei Conti

La Procura regionale della Calabria contesta il depauperamento di risorse pubbliche in un ente del Vibonese. Sequestro conservativo per 228mila euro
Catanzaro, 31 luglio 2026 – La Procura Regionale della Corte dei Conti della Calabria ha notificato invito a dedurre nei confronti di sei soggetti per un presunto danno erariale pari a 1.100.000 euro. Tra gli indagati figurano tre pubblici ufficiali di un ente pubblico del Vibonese e tre incaricati di pubblico servizio. Nei confronti dell’ex responsabile dell’area «affari generali» è stato eseguito un sequestro conservativo di 228.000 euro.
Le indagini, condotte dai finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri sotto la direzione della Procura della Repubblica di Vibo Valentia, hanno ricostruito un sistema di depauperamento di risorse pubbliche perpetrato per oltre un decennio. Al centro del presunto meccanismo fraudolento si collocava l’ex responsabile dell’area affari generali, che nel periodo dal 2015 al 2024 avrebbe manipolato sistematicamente i mandati di pagamento del sistema contabile dell’ente, sostituendo l’IBAN del legittimo beneficiario con il proprio o di soggetti terzi a lui riconducibili. L’ammanco generato da questa condotta è stato quantificato in 845.235,75 euro.
Secondo gli inquirenti, l’intera architettura fraudolenta è stata resa possibile dall’omessa vigilanza dei soggetti preposti al controllo della gestione finanziaria, tra cui due sindaci pro tempore e tre revisori dei conti. Oltre al danno erariale diretto, è stato contestato un danno da disservizio pari a 253.570,73 euro, determinato dalla grave compromissione del buon andamento dell’azione amministrativa dell’ente, per un totale complessivo di 1.098.806,48 euro.
Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria del capoluogo ha condotto specifici accertamenti di polizia erariale, attribuendo presunte responsabilità ai sei soggetti per un danno erariale diretto di 845.000 euro e un danno da disservizio di 253.000 euro. Il sequestro conservativo disposto dal Presidente della Sezione Giurisdizionale Regionale è stato operato sull’intero patrimonio dell’ex responsabile dell’area affari generali, includendo disponibilità finanziarie, beni immobili e beni mobili registrati.




