Guardia di Finanza

Frode tributaria nel settore carni: due arresti domiciliari a Modena

La Guardia di Finanza esegue le misure cautelari dopo il via libera della Cassazione. Sequestrati beni per oltre 8 milioni di euro

Modena, 24 luglio 2026 – La Guardia di Finanza di Modena ha eseguito ieri due misure di arresti domiciliari nei confronti dei titolari di due società operanti nel settore della lavorazione delle carni. L’operazione conclude un’inchiesta della Procura di Modena su un’associazione per delinquere finalizzata all’emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, malversazione di erogazioni pubbliche e autoriciclaggio.

Le indagini hanno ricostruito uno schema fraudolento articolato: una società a responsabilità limitata emiliana, con stabilimenti in provincia di Parma e Modena, operava nel ciclo produttivo delle carni utilizzando otto società «cartiere» dislocate formalmente tra Modena, Parma, Napoli e Caserta. Queste ultime somministravano manodopera alla società principale mediante contratti d’appalto fittizi, consentendo enormi risparmi sui costi del personale che gravavano sulle società cartiere, risultate inadempienti agli obblighi tributari, previdenziali e contributivi. La società emiliana aveva inoltre portato in detrazione indebitamente l’Iva sulle fatture relative alle prestazioni di manodopera.

Il procedimento ha seguito un iter cautelare complesso. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Modena aveva inizialmente applicato una misura interdittiva (divieto di esercitare uffici direttivi) nei confronti dei due principali indagati. La Procura ha proposto appello ritenendo la misura inefficace e persistente il rischio di reiterazione dei reati. Il 12 maggio 2026 il Tribunale del Riesame di Bologna ha accolto parzialmente l’appello, sostituendo l’interdittiva con gli arresti domiciliari. Il 21 luglio la Suprema Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi delle difese, rendendo esecutiva l’ordinanza.

Complessivamente sono stati sequestrati beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per oltre 8 milioni di euro nei confronti di 12 indagati. Il Tribunale del Riesame di Modena aveva confermato la fondatezza dell’impianto accusatorio, escludendo tuttavia il pericolo di reiterazione unicamente per il professionista contabile di fiducia.

Video del comunicato

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