Guardia di Finanza

Confisca di 2,7 milioni a imprenditore condannato per mafia a Reggio Calabria

La Guardia di Finanza esegue il provvedimento della Corte d’Appello. L’uomo ritenuto organicamente inserito nella cosca Tegano

Reggio Calabria, 8 luglio 2026 – Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza ha eseguito una confisca definitiva di beni per un valore complessivamente stimato in oltre 2,7 milioni di euro, disposta dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria nei confronti di un imprenditore reggino operante nel settore del commercio all’ingrosso di prodotti alimentari. L’uomo è stato condannato in via definitiva a otto anni di reclusione per associazione di stampo mafioso.

L’operazione trae origine dagli accertamenti patrimoniali condotti dal Nucleo di polizia Economico-Finanziaria su delega della Direzione Distrettuale Antimafia e rappresenta la definizione patrimoniale dell’inchiesta denominata «Il Padrino». Nel corso di quella indagine, sulla base di prove dichiarative di collaboratori di giustizia, servizi di osservazione e intercettazioni di colloqui carcerari, l’imprenditore è stato ritenuto organicamente inserito nella cosca Tegano.

Secondo le dichiarazioni convergenti di numerosi collaboratori di giustizia, la sua affiliazione risaliva alla metà degli anni Ottanta, durante la seconda guerra di ‘ndrangheta, quando operava come autista personale di Giovanni Tegano, accompagnandolo anche ad incontri riservati di mafia. L’imprenditore è risultato essere un «fedelissimo» del boss, capace di mantenere i rapporti con importanti famiglie mafiose della provincia reggina, specialmente nella zona ionica, grazie ai suoi collegamenti commerciali con rappresentanti di numerose cosche locali. Ha svolto inoltre il ruolo di «punto terminale della giostra delle imbasciate» finalizzate agli incontri con il capo della cosca o con i reggenti del sodalizio criminale.

Il rapporto fiduciario risultava ulteriormente consolidato dai legami parentali con i vertici della compagine criminale, essendo il soggetto nipote acquisito dello stesso capo-cosca. La Corte d’Appello, su richiesta della Procura Generale della Repubblica, ha decretato la confisca definitiva di prevenzione dell’intero patrimonio aziendale di una società operante nel commercio all’ingrosso di prodotti alimentari, di nove terreni siti a Reggio Calabria, tre fabbricati (due a Catanzaro e uno a Reggio Calabria), circa 110 mila euro in contanti, nonché tutti i rapporti bancari, finanziari e assicurativi con relative disponibilità.

Video del comunicato

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