Cagliari, sequestrati 15mila articoli di bigiotteria non sicuri e 700 capi contraffatti

La Guardia di finanza smantella una rete di distribuzione di prodotti illegali. Tre persone segnalate alle autorità
Cagliari, 5 agosto 2026 – La Guardia di finanza di Cagliari ha sequestrato oltre 15mila articoli di bigiotteria non sicuri e 700 capi e accessori contraffatti nel corso di un’operazione contro la contraffazione e le violazioni della normativa sulla sicurezza dei prodotti. Tre persone sono state segnalate alle autorità competenti.
L’operazione, condotta dalla Compagnia Pronto Impiego sotto il coordinamento del Gruppo di Cagliari, è nata da un controllo presso un esercizio commerciale. Attraverso l’analisi della documentazione fiscale, i finanzieri hanno ricostruito la catena distributiva, individuando un fornitore e i relativi acquirenti della merce irregolare.
La bigiotteria sequestrata era posta in commercio in violazione del Codice del Consumo: mancavano le informazioni obbligatorie destinate al consumatore, come l’indicazione del produttore o dell’importatore, il Paese di origine, i materiali utilizzati e le istruzioni in italiano. Secondo gli accertamenti, i prodotti potevano contenere sostanze chimiche potenzialmente tossiche o allergeniche.
Contestualmente, sono stati individuati 700 articoli recanti marchi contraffatti di prestigiose case di moda nazionali e internazionali, pronti per essere immessi sul mercato a prezzi inferiori. Tra i marchi falsificati figurano Cartier, Bulgari, Van Cleef and Arpels, Gucci, Yves Saint Laurent, Giorgio Armani, Tommy Hilfiger e Nike.
In particolare, sono stati scoperti anelli e bracciali che riproducevano fedelmente i segni distintivi e i disegni protetti da diritti di proprietà industriale. Un soggetto è stato segnalato alla Camera di Commercio per le violazioni del Codice del Consumo, mentre altre due persone sono state deferite a piede libero alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari per i reati di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi.
Gli inquirenti stanno ricostruendo l’intera filiera di approvvigionamento della merce per individuare i canali di ingresso dei prodotti e prevenire ulteriori immissioni sul territorio.







