Bancarotta fraudolenta nell’edilizia a Crotone: sequestrati beni per oltre 4,5 milioni

Sedici indagati, tre società portate al fallimento e 216.000 euro di fondi regionali distratti da una quarta società del gruppo
Crotone, 28 ottobre 2026. I finanzieri del Comando Provinciale di Crotone hanno disarticolato un disegno criminoso finalizzato al dissesto doloso di diverse imprese operanti nel settore della costruzione di edifici residenziali. Nella mattinata odierna è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni per oltre 4,5 milioni di euro.
Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e coordinate dalla Procura della Repubblica di Crotone, diretta da Domenico Guarascio, hanno fatto luce su una fitta rete societaria governata da un imprenditore locale. Secondo quanto emerso, l’uomo agiva come amministratore di fatto e dominus dell’intero gruppo, gestendo le aziende attraverso prestanome privi di competenze manageriali, con il fine di sottrarre il patrimonio alla garanzia dei creditori e dello Stato.
La strategia criminale ha progressivamente portato al tracollo finanziario di tre società, nei cui confronti la Procura ha avviato le relative procedure di liquidazione giudiziale. Tra il 2016 e il 2023 il passivo fallimentare ha superato i 6 milioni di euro, originato dall’accantonamento di debiti erariali, dal depauperamento delle risorse finanziarie aziendali e da una serie di distrazioni patrimoniali. Beni aziendali sono stati trasferiti all’estero o a nuove società appositamente costituite.
Le persone coinvolte sono 16, tra soci e amministratori di fatto e di diritto delle società interessate. Sono indagate a vario titolo per bancarotta fraudolenta patrimoniale, documentale e fiscale, auto-riciclaggio, ricettazione e reati tributari.
L’inchiesta si è estesa a una quarta società del gruppo, non coinvolta nel fallimento. Per questa azienda gli investigatori contestano una truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e malversazione ai danni dello Stato. Attraverso artifizi e raggiri, consistiti nell’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, la società avrebbe percepito oltre 216.000 euro da fondi regionali destinati allo sviluppo agricolo. Il finanziamento, vincolato alla ristrutturazione di un opificio industriale, sarebbe stato distratto subito dopo l’incasso e destinato a scopi personali estranei all’attività d’impresa.
In conseguenza di questi elementi, la Procura ha disposto in via d’urgenza un provvedimento cautelare di sequestro preventivo. Sono stati vincolati i compendi aziendali e le quote delle società fallite e delle nuove società costituite, oltre ai beni posti nella disponibilità degli indagati, per un valore complessivo pari a oltre 4,5 milioni di euro.
I provvedimenti sono stati emessi sulla base degli elementi acquisiti nella fase delle indagini preliminari e non hanno ancora un esito di giudizio definitivo.






