Arezzo, la Finanza scopre 39 lavoratori in nero e sequestra oro e argento

Nel primo semestre 74 controlli in provincia. Denunciati datori di lavoro stranieri per impiego irregolare di connazionali
Arezzo, 3 giugno 2026 – Continua l’attività della Guardia di Finanza nel contrasto al lavoro nero in provincia di Arezzo. Dall’inizio dell’anno i reparti operativi hanno effettuato 74 interventi, 27 dei quali hanno evidenziato irregolarità. Le ispezioni hanno riguardato ristorazione, minimarket alimentari, aziende del distretto dei metalli preziosi, settore tessile e abbigliamento, edilizia e autolavaggi.
Complessivamente sono stati scoperti 39 lavoratori completamente in nero e 11 con posizioni irregolari. Tra questi, 44 stranieri (15 bangladini, 10 indiani, 7 pakistani, 2 cinesi, 2 egiziani e 8 di altre nazionalità) e 6 italiani. Quattro stranieri risultavano irregolarmente presenti sul territorio nazionale. I rispettivi datori di lavoro – di nazionalità bengalese, pakistana, egiziana e cinese – sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Arezzo per aver impiegato connazionali privi di permesso di soggiorno.
In 11 imprese a titolarità straniera è stato rilevato impiego di personale in nero superiore al 10% del totale regolarmente assunto. Si tratta di 6 terzisti del settore dei metalli preziosi, 2 minimarket alimentari e 3 autolavaggi. L’Ispettorato Territoriale del Lavoro ha ricevuto altrettante segnalazioni per la sospensione dell’attività imprenditoriale. Ai datori di lavoro sono state contestate sanzioni amministrative per oltre 73.000 euro.
Nel distretto dei metalli preziosi, i controlli hanno verificato il possesso dei marchi identificativi e dei titoli legali rilasciati dalla Camera di Commercio. La normativa vigente prevede che gli oggetti in metallo prezioso (platino, palladio, oro e argento) rechino impresso il titolo in millesimi e il marchio di identificazione, per prevenire frodi e garantire la tracciabilità dei processi produttivi.
Il Gruppo di Arezzo e la Compagnia di San Giovanni Valdarno hanno rilevato che tre aziende terziste utilizzavano metalli preziosi in conto lavorazione privi di marchio identificativo e titolo legale. Sono stati sottoposti a sequestro amministrativo oltre 56 chilogrammi di argento e 1,8 chilogrammi di oro, dal valore complessivo di oltre 270.000 euro. I metalli saranno restituiti ai terzisti dopo il versamento delle sanzioni e la regolarizzazione presso la Camera di Commercio.








