Guardia di Finanza

Pesca di frodo sulla costa abruzzese: tre sanzionati e 5mila ricci rigettati in mare

La Guardia di Finanza ha multato i bracconieri per 6mila euro. Sequestrate le attrezzature illegali

Pescara, 17 giugno 2026 – Nella notte tra domenica 14 e lunedì 15 giugno, la Guardia di Finanza ha sorpreso tre pescatori di frodo lungo le coste abruzzesi. Complessivamente sono state comminate sanzioni per 6mila euro e sequestrate le attrezzature utilizzate per l’attività illegale. Circa 5mila ricci di mare, ancora vitali, sono stati immediatamente rigettati in mare.

Il primo intervento è avvenuto a Casalbordino, in provincia di Chieti. Una pattuglia, allertata da una segnalazione al numero 117, ha individuato un veicolo dal quale sporgevano attrezzature da pesca. I finanzieri hanno atteso l’uscita dall’acqua del pescatore e lo hanno colto in flagranza.

In un secondo intervento, a San Vito Chietino, una vedetta della Stazione Navale di Pescara ha individuato con telecamera notturna un piccolo natante e due sub in acqua. Grazie al coordinamento con le pattuglie terrestri, sono stati identificati anche altri soggetti coinvolti nella medesima attività fraudolenta.

Le violazioni riguardano la pesca subacquea sportiva. I prodotti ittici sequestrati, poiché ancora vitali, sono stati rimessi in mare. La Guardia di Finanza sottolinea che i prodotti della pesca devono seguire una filiera controllata per garantire la salubrità degli alimenti e prevenire contaminazioni batteriche.

L’operazione rientra nel contrasto al bracconaggio marino, fenomeno in crescita durante la stagione estiva. Secondo quanto riportato, pescatori provenienti da regioni dove la cattura di determinate specie è vietata si spostano di notte lungo le coste abruzzesi, in particolare nelle acque teatine.

Video del comunicato

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio