Adattamento climatico, Chatham House chiede al governo Burnham una svolta

Secondo un’analisi pubblicata da Chatham House, il governo britannico dovrebbe trasformare l’adattamento agli effetti del cambiamento climatico in un principio organizzativo centrale sia della politica economica interna sia della politica estera, superando l’approccio finora concentrato quasi esclusivamente sulla riduzione delle emissioni.
L’analisi parte da una constatazione stagionale: un’estate segnata da ondate di calore record che hanno chiuso scuole, bloccato trasporti e causato migliaia di morti, seguita da incendi diffusi in Europa e in parti del Nord Africa. La Spagna ha dichiarato l’emergenza nazionale nella regione di Madrid, mentre la Francia ha attivato il meccanismo di protezione civile dell’Unione europea per fronteggiare i peggiori incendi degli ultimi vent’anni. Nel Regno Unito una vera e propria ondata di incendi ha colpito aree che vanno dai Cairngorms alla costa del Suffolk, dove un incidente maggiore ha imposto l’evacuazione di un parco vacanze; quasi metà del territorio inglese si trova in una condizione di siccità definita eccezionalmente grave.
Gli autori sottolineano che questi eventi rivelano un vuoto crescente nelle politiche climatiche: la maggior parte dei governi si concentra sulla decarbonizzazione, ma solo ora inizia ad affrontare la sfida dell’adattamento, cioè la costruzione di società resilienti agli impatti climatici ormai inevitabili. Uno studio citato nell’analisi stima che il numero di persone esposte a calore estremo a livello globale potrebbe raddoppiare entro il 2050. Anche la scarsità idrica riguarda direttamente il Regno Unito: secondo stime di esperti, i flussi fluviali in Inghilterra potrebbero ridursi fino al 30 per cento rispetto ai livelli preindustriali.
Il rapporto insiste sulla necessità di trattare l’adattamento come politica economica e non come questione ambientale marginale. Tra le misure indicate figurano il ripristino delle torbiere per trattenere umidità, una migliore gestione della vegetazione nelle aree a rischio, il coordinamento tra proprietari terrieri, vigili del fuoco e autorità locali, oltre a interventi sulla resilienza urbana attraverso più spazi verdi e progettazione edilizia adatta al calore. Questi criteri, argomentano gli autori, dovrebbero essere integrati nei quadri di investimento pubblico e del Tesoro fin dalla fase di progettazione, anche in relazione a decisioni imminenti come l’espansione dell’iniziativa sovrana sull’intelligenza artificiale.
Sul piano internazionale, l’analisi osserva che alcuni grandi donatori stanno riducendo le proprie ambizioni: la Banca Mondiale ha abbandonato l’obiettivo di destinare il 45 per cento dei propri finanziamenti a progetti legati al clima. Chatham House indica tre priorità per il nuovo ministro degli Esteri, Ed Miliband: sostenere la finanza per l’adattamento in vista della COP31, dando seguito al New Collective Quantified Goal on Climate Finance concordato alla COP29; fare della diplomazia dell’acqua un elemento centrale dell’impegno bilaterale e multilaterale, anche attraverso la Just Transitions for Water Security Programme; agire sulle conclusioni della valutazione nazionale sulla sicurezza degli ecosistemi globali, finora rimasta priva di impatto concreto sulle politiche.
Il commento di GrNet.it
L’analisi non affronta un punto che riguarda direttamente la catena logistica dell’emergenza: la siccità che colpisce metà dell’Inghilterra, come ammette lo stesso rapporto, rischia di indebolire proprio la capacità di risposta operativa agli incendi, un problema che in Italia la Protezione civile e i vigili del fuoco conoscono da decenni nelle stagioni estive del Mediterraneo. La differenza è che qui l’adattamento infrastrutturale, dagli invasi alla gestione forestale, è materia consolidata di pianificazione civile-militare, mentre nel Regno Unito la sfida sembra ancora in fase di impostazione dottrinale. Per un paese come l’Italia, dove le forze armate vengono impiegate regolarmente in concorso con la Protezione civile per incendi e alluvioni, il richiamo britannico a integrare la resilienza climatica nella pianificazione economica e nella sicurezza nazionale suona meno come una scoperta e più come una conferma tardiva. Resta da capire se un impegno analogo troverà spazio stabile nei documenti strategici italiani, oltre le fasi emergenziali.
Fonte: Chatham House · Pubblicato il 31 luglio 2026




