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Ad Ankara il vertice NATO chiamato a trasformare la sfiducia in azione

A un anno dal vertice dell’Aja del 2025, dove gli alleati avevano fissato l’obiettivo del 5 per cento del PIL da destinare alla difesa, il summit NATO di Ankara si apre in un contesto ben diverso, segnato dalla riduzione della presenza militare statunitense in Europa e da un’accelerazione del riarmo russo lungo il fianco orientale dell’alleanza. Lo sostiene un commento di Chatham House, che definisce il vertice un momento decisivo tanto per l’evoluzione dell’alleanza quanto per i rapporti tra Stati Uniti ed Europa.

Secondo il think tank britannico, l’agenda di Ankara sarà dominata dalla verifica dei conti: chi ha firmato e finanziato i contratti di difesa promessi e chi è rimasto fermo agli annunci. Il presidente statunitense Donald Trump, definito «il businessman che è», vorrà cifre concrete a dimostrazione che gli impegni dell’Aja si stanno traducendo in fatti.

Il documento richiama l’annuncio, diffuso a maggio e riportato dal New York Times, con cui Washington ha informato gli alleati europei della propria intenzione di ritirare gradualmente capacità militari dal continente, inclusi caccia, bombardieri strategici e navi da guerra. I dettagli restano scarsi e la vicenda, nota Chatham House, resta avvolta da indiscrezioni su scontri interni all’amministrazione Trump circa tempi e portata dei tagli. Un alto comandante NATO avrebbe dichiarato, secondo Reuters, che gli alleati europei hanno già colmato buona parte dei vuoti lasciati dagli Stati Uniti, pur mancando ancora della scala di capacità di cui si discute il ritiro. L’Institute for International Strategic Studies stima che, in caso di uscita totale statunitense dall’alleanza, servirebbero fino a 25 anni per colmare il divario.

Sul fronte opposto, la Russia procede a un potenziamento militare lungo il confine NATO e intensifica le operazioni ibride contro bersagli europei. Nonostante il fallimento degli obiettivi militari in Ucraina, il Cremlino ha strutturato un’economia di guerra e punta, secondo quanto riportato dal sito della presidenza russa, a un esercito di 1,5 milioni di militari organizzato in 17 nuove divisioni manovriere, con la NATO indicata come principale scenario di confronto. Chatham House avverte che le letture ottimistiche sulla tenuta dell’economia russa, alimentate dai successi ucraini con i droni e dalle sanzioni internazionali, rischiano di distogliere l’attenzione dal fatto che Mosca considera l’espansione NATO nei paesi nordici e il sostegno a Kiev minacce esistenziali permanenti.

Un sondaggio Pew Research Center citato nell’analisi indica che, in dieci paesi europei, una mediana dell’81 per cento degli intervistati non ha fiducia che Trump agisca correttamente in politica estera. Per Chatham House questa sfiducia diffusa può diventare leva politica per sostenere riforme di bilancio e burocratiche necessarie a raggiungere gli obiettivi di difesa. Il think tank indica tre linee d’azione per Ankara: costruire una narrazione pubblica condivisa su Putin e sul disimpegno americano, guardare al modello industriale nordico di cooperazione con l’industria della difesa, e utilizzare l’intelligenza artificiale per accelerare i processi di procurement.

Il commento di GrNet.it

Il vero limite di questa lettura è la fiducia riposta nella rapidità decisionale europea, che la storia recente smentisce più spesso di quanto confermi. Il modello nordico di cooperazione industriale citato da Chatham House funziona perché si fonda su basi produttive integrate da decenni, condizione che l’Italia condivide solo in parte con i partner del continente. Il rischio, per Roma, è che l’accelerazione richiesta si scontri con capacità industriali e catene di fornitura ancora frammentate su scala nazionale. Un secondo punto, non secondario, riguarda la stima dei 25 anni necessari a colmare un eventuale vuoto lasciato dagli Stati Uniti: se anche solo in parte fondata, indica che nessuna riforma di bilancio annunciata ad Ankara potrà tradursi in capacità operative reali nel breve periodo.


Fonte: Chatham House · Pubblicato il 6 luglio 2026

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