A Roma il Wall della Memoria dedicato ai 30 caduti della Polizia di Stato vittime del terrorismo

Inaugurato nella sede di via San Vitale uno spazio permanente con fotografie, testimonianze e documenti storici dei poliziotti uccisi negli anni della violenza terroristica
Roma, 13 giugno 2026 – È stato inaugurato questa mattina nella storica sede della Questura di Roma in via San Vitale il Wall della Memoria dedicato ai trenta appartenenti alla Polizia di Stato caduti nel territorio capitolino negli anni della violenza terroristica. L’installazione, realizzata nell’area comune di accesso alla sede centrale, restituisce identità e voce ai caduti attraverso fotografie, testimonianze e documenti storici che raccontano il loro percorso umano e professionale.
Alla cerimonia, moderata dalla giornalista Safiria Leccese, hanno partecipato il Capo della Polizia Prefetto Vittorio Pisani, il Questore di Roma Roberto Massucci, i familiari delle vittime, rappresentanti delle istituzioni e del mondo dell’informazione. Presenti anche il Vice Capo della Polizia Prefetto Carmine Belfiore, il Prefetto Raffaele Grassi e il Procuratore della Repubblica di Roma Francesco Lo Voi.
«Momenti come questi servono a non far dimenticare il sacrificio dei propri cari, caduti in un momento storico particolare, in cui gli omicidi erano commessi per sovvertire l’ordine democratico del nostro Paese», ha detto Pisani. Il Capo della Polizia ha sottolineato che le istituzioni democratiche furono messe a dura prova in quegli anni e che «lo Stato ha reagito con la forza del diritto e con il lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura». Ha evidenziato inoltre l’importanza di ricordare ai giovani colleghi che i benefici, le libertà e i diritti di cui oggi si gode sono frutto anche del sacrificio dei caduti.
Dietro ogni immagine custodita nel Wall vi sono trenta storie diverse che, accostate l’una all’altra, si ricompongono in un’unica narrazione di donne e uomini che hanno difeso i valori della Repubblica e la tenuta delle istituzioni democratiche. Per la realizzazione dell’opera è stato determinante il contributo documentale de «Il Messaggero», le cui pagine di cronaca hanno consentito di recuperare immagini, testimonianze e frammenti di storia. Nel corso della mattinata è intervenuto il Direttore del quotidiano romano Roberto Napolitano, sottolineando il valore della memoria giornalistica quale patrimonio collettivo e presidio di democrazia.
Nel cortile della Questura era presente l’Alfetta 1800 sulla quale viaggiavano Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi, uomini della scorta dell’Onorevole Aldo Moro, uccisi nell’agguato di via Fani del 16 marzo 1978. L’autovettura, recentemente restaurata, rappresenta una testimonianza tangibile del sacrificio degli uomini dello Stato caduti nella difesa delle istituzioni.
Il Wall della Memoria intende accompagnare quotidianamente non soltanto i poliziotti che varcano l’ingresso della Questura, ma anche i cittadini, gli studenti e i giovani che ogni anno visitano la sede della Polizia di Stato capitolina, affinché diventi un luogo di riflessione permanente in cui il ricordo di chi ha sacrificato la propria vita per la democrazia continui a trasformarsi in esempio e insegnamento per le generazioni future.










