Fotovoltaico, condannati i vertici della frode fiscale da 2,8 milioni

La Guardia di Finanza di Crema ha smantellato un sistema di false fatturazioni. Tre amministratori condannati a pene tra i 10 mesi e i 3 anni
Cremona, 22 luglio 2026 – Il Tribunale di Cremona ha condannato tre amministratori coinvolti in un’operazione della Guardia di Finanza che ha scoperto un sistema di false fatturazioni nel settore del fotovoltaico e delle costruzioni. Le pene vanno da 10 mesi a 3 anni e 1 mese di reclusione, con confische di beni per un valore complessivo di circa 635 mila euro.
L’inchiesta, coordinata dal Sostituto Procuratore Andrea Figoni della Procura di Cremona, ha accertato che tre società formalmente operanti nel settore delle costruzioni e riconducibili a un immobiliarista cremonese hanno emesso, dal 2016 in poi, fatture per operazioni inesistenti per oltre 2.800.000 euro in favore di diverse aziende del fotovoltaico e delle costruzioni. Lo scopo era consentire a queste ultime un significativo risparmio d’imposta.
Nel corso del 2024 i militari della Compagnia di Crema hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip del Tribunale di Cremona, cautelando disponibilità finanziarie e beni immobili per un valore complessivo di oltre 1.300.000 euro, tra cui una villa con piscina, siti commerciali e terreni.
Uno degli amministratori di fatto delle tre società è stato condannato a 3 anni e 1 mese di reclusione con confisca di beni per circa 210 mila euro. Due amministratori delle società utilizzatrici delle fatture false hanno ricevuto rispettivamente 1 anno e 4 mesi e 10 mesi di reclusione, con confisca di beni per circa 425 mila euro.
Nella fase delle indagini, tre dei sette indagati hanno definito la propria posizione con richiesta di «ravvedimento operoso speciale», versando all’Erario un importo complessivo di oltre 55 mila euro.



