Rivolta nel carcere di Catania, il sindacato della polizia penitenziaria: «Lo Stato ha abbandonato»

Cinque agenti feriti durante i disordini nella Casa circondariale di Piazza Lanza. Il Sappe chiede interventi straordinari
Roma, 20 luglio 2026 – Una violenta rivolta ha interessato la Casa circondariale di Catania Piazza Lanza, con detenuti che hanno tentato di abbattere i cancelli interni e forzare le barriere di sicurezza. Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe) denuncia l’accaduto e chiede interventi immediati alle istituzioni.
Secondo le prime informazioni, interi reparti detentivi sono stati teatro della sommossa. Almeno cinque poliziotti penitenziari sono stati trasportati in ospedale, mentre altri colleghi hanno riportato contusioni e ferite durante le operazioni di contenimento. Numerose pattuglie delle Forze di Polizia sono confluite all’esterno dell’istituto per garantire la sicurezza dell’area.
«Quanto sta accadendo a Catania non è un episodio imprevedibile ma la drammatica conseguenza di criticità che il Sappe denuncia da mesi», afferma Donato Capece, segretario generale del sindacato. «Ancora una volta a pagare il prezzo dell’inerzia amministrativa sono i poliziotti penitenziari, lasciati soli ad affrontare situazioni sempre più esplosive».
Francesco Pennisi, delegato nazionale Sappe per la Sicilia, sottolinea che «da tempo denunciamo un clima esplosivo all’interno dell’istituto di Piazza Lanza. Le continue aggressioni, le tensioni quotidiane e le condizioni operative ormai insostenibili avevano ampiamente annunciato ciò che purtroppo si sta verificando».
Il sindacato chiede al Ministro della Giustizia e ai vertici dell’Amministrazione penitenziaria provvedimenti straordinari e immediati: rafforzamento degli organici, invio tempestivo dei reparti di supporto, strumenti operativi adeguati e piena autorevolezza all’azione della Polizia Penitenziaria. Capece conclude: «Lo Stato dimostri, con i fatti e non con le parole, di essere dalla parte di chi ogni giorno ne difende la legalità all’interno delle carceri italiane».




